Qui trovi la seconda parte dell’itinerario di 15 giorni in Andalusia. Se ti sei perso l’inizio del viaggio, puoi leggere la prima parte qui.
Giorno 9 — Da Siviglia a Jerez, El Puerto de Santa María e Cadice
La giornata parte presto: oggi ci aspettano tanti spostamenti lungo la costa dell’Andalusia. Prima di lasciare Siviglia, desidero assolutamente fermarmi a Italica, l’antica città romana che diede i natali agli imperatori Traiano e Adriano.
Non entriamo nel sito archeologico — servirebbe più tempo — ma mi accontento di osservare dall’esterno questo luogo pieno di storia. Poi torniamo subito in marcia.
La prossima tappa è Jerez de la Frontera, famosa per la produzione dello sherry e per il suo legame con il flamenco. Passiamo poche ore in città, giusto il tempo di vedere la Cattedrale e l’Alcázar dall’esterno… e di vivere un incontro bizzarro: una farfalla che sembra quasi addomesticata!
Ci regala un momento divertente davanti agli altri turisti, prima di scegliere un locale tipico dove assaggiamo tapas mentre assistiamo a un’esibizione di flamenco dal vivo.
Jerez ci conquista subito, ma dobbiamo rimetterci in viaggio.
Raggiungiamo El Puerto de Santa María, la cittadina dove pernotteremo. Troviamo un parcheggio gratuito in strada (ormai siamo diventati esperti!) e, dopo un po’ di riposo, usciamo a esplorare i dintorni.
Con pochi euro prendiamo il traghetto per Cadice, un modo affascinante per avvicinarsi alla città: arrivare dal mare ha sempre un fascino tutto suo.
A Cadice ammiriamo la Catedral Nueva con la sua iconica cupola dorata e ci perdiamo tra le strette vie del centro. La città è vivace, piena di atmosfera, davvero unica.
Al tramonto raggiungiamo la famosa Playa de la Caleta, dove ci aspetta uno spettacolo incredibile: il sole che si abbassa sull’oceano, musica diffusa dalla spiaggia e tanta gente venuta proprio per godersi questo momento magico.
Quando scende la sera, costeggiamo il lungomare fino al porto e riprendiamo il traghetto.
Una volta rientrati scopriamo che El Puerto de Santa María è tutt’altro che tranquilla al calare del sole: la città si riempie di giovani e le strade diventano così affollate che si fa fatica a camminare… ma è impossibile non lasciarsi trascinare dall’energia del posto!

Giorno 10 — El Puerto de Santa María e Cadice: storia, sherry e archeologia
Dedichiamo la mattina alla scoperta di El Puerto de Santa María, una cittadina ricca di storia e tradizioni. La nostra prima tappa è El Fuente de las Galeras, una fontana settecentesca a sei zampilli che in passato riforniva d’acqua le navi dirette verso le Americhe.
Proseguiamo poi verso il Castillo de San Marcos, una struttura imponente e affascinante. Riusciamo a partecipare solo alla visita guidata in spagnolo — l’unica disponibile — ma per fortuna riusciamo comunque a seguire e apprezzare la spiegazione.
La visita è davvero interessante e si conclude con una degustazione di sherry prodotto nelle cantine del castello: un’esperienza super consigliata!
In una città così legata al mare, approfittiamo per un pranzo a base di pesce fresco. La cucina locale è semplice ma deliziosa, perfetta per ricaricare le energie prima di tornare a esplorare la costa.
Nel pomeriggio torniamo a Cadice, una delle città più antiche d’Europa, per visitare un luogo che aspettavo con ansia: il Giacimento Archeologico Gadir.
L’ingresso è gratuito e il sito è incredibile: conserva i resti dell’antico insediamento fenicio e di quello romano successivo. Per me, appassionata di archeologia, è una vera e propria emozione trovare un sito così ben conservato proprio nel cuore della città.
Giorno 11 — Dalla Costa de la Luz a Tarifa: spiagge, vento e paesaggi incredibili
Salutiamo El Puerto de Santa María e Cadice per scendere lungo la splendida Costa de la Luz, pronti per una giornata tra mare e natura.
La nostra prima tappa è Cala de Roche, una delle piccole baie incastonate tra le rocce. Come prevedibile, ad agosto c’è parecchia gente, per lo più spagnoli in vacanza, e l’atmosfera è vivace e autentica.
Facciamo un tuffo nell’Oceano Atlantico, freschissimo e rigenerante, ma dopo un paio d’ore decidiamo di ripartire: l’affollamento aumenta, l’aria è bollente e — ciliegina sulla torta — proprio davanti a noi iniziano a girare un video musicale. Addio tranquillità!
Risaliamo in macchina e ci dirigiamo verso una delle icone della zona: Playa Bolonia.
È semplicemente mozzafiato: una distesa immensa di sabbia chiara, acqua turchese e, alle sue spalle, i resti della città romana di Baelo Claudia. Un luogo unico, dove storia e natura convivono in perfetta armonia.
L’unico “contro”? Il vento fortissimo. Talmente forte che non si riesce nemmeno a stare seduti! In pochi minuti la sabbia ricopre qualsiasi cosa. Nonostante questo, ci godiamo una lunga passeggiata sulla riva: il paesaggio è incredibile e merita ogni sforzo.
Proseguiamo verso sud fino a Tarifa, dove arriviamo quasi al tramonto.
Ci affrettiamo a raggiungere Isla de las Palomas, il punto esatto dove si incontrano Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico. Un luogo mozzafiato, segnato però da un vento così potente da renderci difficile persino scattare una foto!
La foschia ci impedisce di vedere il Marocco, che normalmente appare chiarissimo all’orizzonte, ma l’esperienza resta comunque memorabile.
Tarifa ci conquista subito: negozi surf-style, stradine bianche, piazzette piene di vita e quell’atmosfera bohemien impossibile da descrivere. È uno di quei luoghi che ti entrano dentro senza un motivo preciso… semplicemente va visto.
Dopo cena siamo costretti a ripartire, perché non abbiamo trovato alloggio in città: ci attende la strada verso Algeciras, dove pernottiamo.

Giorno 12 — Da Algeciras a Gibilterra fino a Ronda: tra scimmie, confini e strade panoramiche
La nostra giornata inizia a Algeciras, una grande città portuale spesso utilizzata come base per raggiungere il Marocco. Onestamente, non è una località che consiglierei per turismo: è piuttosto caotica, un po’ sporca e decisamente poco affascinante.
Dopo colazione in Plaza Alta, torniamo subito in macchina e ripartiamo verso una meta decisamente più interessante.
Raggiungiamo La Línea de la Concepción, dove parcheggiamo gratuitamente in strada e proseguiamo verso la frontiera… rigorosamente a piedi.
Prima di attraversare acquistiamo un biglietto “combinato” che include la funivia e le visite principali della Rocca di Gibilterra. Lo scopriamo troppo tardi: non conveniva affatto. Il prezzo è più alto e molte attrazioni non valgono il supplemento.
In fila per la frontiera facciamo amicizia con due ragazzi italiani e finiamo per trascorrere l’intera giornata con loro.
La salita sulla rocca è impegnativa ma divertente, soprattutto grazie alla presenza delle famose scimmie di Gibilterra, che qui sono assolute protagoniste.
A causa della foschia ancora una volta non riusciamo a vedere il Marocco in lontananza, nonostante sia normalmente ben visibile. Pazienza: tra panorami, gallerie, grotte e nuove amicizie, la giornata vola.
Nel tardo pomeriggio torniamo a La Línea, riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Ronda.
Evitiamo l’autostrada AP-7 a pedaggio e seguiamo il consiglio dei nostri nuovi amici scegliendo la A-7, gratuita anche se un po’ più lenta.
Arriviamo a Ronda quando è già buio, ma bastano pochi minuti per capire che questa città sarà una delle più belle dell’intero viaggio. Una vera perla sospesa sul vuoto.
Giorno 13 — Ronda e arrivo a Malaga: tra ponti mozzafiato e panorami indimenticabili
La mattina comincia con una passeggiata all’Alameda del Tajo, un elegante parco panoramico che termina con una terrazza a strapiombo sulla campagna circostante. La vista è così spettacolare che ci fermiamo più volte ad ammirarla da ogni angolazione.
Proseguiamo lungo il sentiero che costeggia il Tajo, il celebre precipizio che ha reso famosa Ronda, fino a raggiungere una scalinata che permette di scendere un tratto della parete rocciosa. Da qui appare finalmente lui: il maestoso Puente Nuevo, forse la struttura più iconica dell’intera Andalusia.
Riprendiamo il cammino all’interno del centro storico, tra piazze, palazzi e scorci pittoreschi.
Raggiungiamo poi i suggestivi bagni arabi e il ponte romano, da cui si apre una nuova e meravigliosa vista sull’ambiente circostante. Ogni angolo sembra una cartolina.
Accaldati e stanchi, ci rifugiamo in una tapería tipica, dove assaggiamo piatti tradizionali e ricarichiamo le energie.
Dopo pranzo facciamo un’ultima passeggiata per Ronda — difficile lasciarla — e poi ripartiamo verso Malaga, la nostra tappa finale.
Arrivati in aeroporto consegniamo l’auto a noleggio (un momento sempre triste!) e raggiungiamo il centro con i mezzi pubblici.
Una breve pausa in ostello e poi, nonostante il pomeriggio inoltrato, la curiosità prende il sopravvento: non resistiamo a un primo assaggio di Malaga, rimandando però la visita completa al giorno seguente.

Giorno 14 — Malaga tra Alcazaba, Picasso e lungomare: penultimo giorno in Andalusia
l nostro penultimo giorno in Andalusia inizia con una delle attrazioni più affascinanti della città: l’Alcazaba di Malaga.
Questa fortezza moresca, perfettamente conservata, offre un percorso ricco di storia e una vista panoramica incredibile sulla città e sul porto.
È possibile acquistare un biglietto combinato per visitare anche il Castillo de Gibralfaro, ma decidiamo di evitarlo: fa già molto caldo e il castello, da quanto abbiamo letto, è interessante quasi esclusivamente per la vista (che tanto godiamo da lontano).
Dopo la fortezza ci dirigiamo al Museo Picasso, dedicato al celebre artista nato proprio a Malaga.
La collezione è composta in gran parte da opere meno conosciute, ma resta una tappa fondamentale per comprendere l’evoluzione del pittore.
Completiamo il nostro “tour Picasso” passando per Plaza de la Merced, dove si trovano:
- la Casa Natal di Picasso (visitabile solo dall’esterno)
- la famosa statua di Picasso seduto sulla panchina, simbolo del quartiere
Per pranzo ci fermiamo al Mercado Central, perfetto per un assaggio dell’autentica gastronomia malagueña.
Poco dopo ammiriamo dall’esterno l’imponente — e incompleta — Cattedrale di Malaga, poi riprendiamo a camminare fino al verde del Paseo del Parque, dove incontriamo la scenografica Fuente de Génova.
La nostra passeggiata termina a La Malagueta, la spiaggia cittadina: curata, ampia e piena di vita.
Vorremmo fare un bagno, ma l’acqua non ci sembra delle migliori (la vicinanza al porto purtroppo si sente).
Ci consoliamo con un’ultima serata lungo il Paseo de la Farola, scegliendo un ristorante sul porto per una cena vista mare.
Giorno 15 — Ultimo giorno in Andalusia: mare, relax e saluti a Malaga
L’ultimo giorno della nostra avventura in Andalusia lo dedichiamo al relax totale.
Dopo aver fatto il check-out, ci dirigiamo verso una spiaggia più lontana dal porto, alla ricerca di acqua più limpida e un’atmosfera più tranquilla.
Ci sistemiamo in un piccolo stabilimento, approfittiamo di lettini e ombrellone, e ci godiamo il sole del sud un’ultima volta.
Il mare è decisamente più bello rispetto a La Malagueta: perfetto per un tuffo rinfrescante prima del rientro.
Per il pranzo scegliamo un ristorante tipico dove assaggiamo ancora una volta pesce fresco, espetos e una porzione gigantesca di paella de marisco.
È il nostro modo di salutare la cucina andalusa, che ci ha accompagnati per tutto il viaggio.
Dopo pranzo facciamo un’ultima passeggiata per il centro di Malaga, tra stradine pedonali, negozietti e piazze assolate.
Ci concediamo anche un gelato artigianale, prima di tornare verso la stazione per il trasferimento in aeroporto.
Arrivati in aeroporto ci dirigiamo subito al terminal.
Il volo parte puntuale: mentre decolliamo, guardiamo dalla finestra la costa che si allontana e pensiamo a quanto l’Andalusia ci abbia sorpresi e conquistati.
Tra città piene di storia, architetture mozzafiato, spiagge, natura e ottimo cibo, questo viaggio rimane uno dei più vari e affascinanti che abbiamo fatto.

Conclusione — Un viaggio che resta nel cuore
Dopo quindici giorni intensi, emozionanti e ricchi di scoperte, il nostro viaggio in Andalusia si conclude.
Da Granada a Cordova, da Siviglia a Cadice, fino alle scogliere di Ronda e alle spiagge di Malaga, abbiamo attraversato una terra che sa mescolare storia, cultura, natura e sapori in modo unico.
Ci portiamo a casa paesaggi che sembrano dipinti, tramonti infuocati, architetture impossibili da dimenticare e quell’atmosfera calda e accogliente che solo il sud della Spagna riesce a regalare.
Questo diario è solo un assaggio della magia andalusa: un invito a viverla, a perderti anche tu tra vicoli bianchi, miradores segreti, spiagge dorate e profumo di zagara.
Continua il viaggio!
Ti è piaciuta questa seconda parte del diario?
👉 Non dimenticare di leggere anche la Prima Parte per seguire l’avventura dall’inizio!
👉 Salva questa guida se stai programmando un viaggio in Andalusia: ti sarà utilissima per organizzare tappe, spostamenti e ispirazioni.
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2 pensieri riguardo “15 giorni in Andalusia: il mio itinerario di viaggio fai da te – 2° parte”