Weekend in Alsazia: cosa vedere a Strasburgo in 2 giorni

Case tipiche a graticcio a Strasburgo

Organizzazione e arrivo

Weekend low cost: organizzare un viaggio last minute

Quando salta fuori l’occasione di concedersi un weekend fuori porta, le prime domande che ci si pone sono sempre le stesse: quanto lontano andare? E soprattutto, con quale mezzo di trasporto? Se poi si decide tutto il giorno prima della partenza e non si possiede nemmeno un’automobile, immaginare di riuscire a risparmiare sembra quasi impossibile.

Eppure è proprio questa la situazione in cui mi sono trovata qualche anno fa. Per fortuna, però, è arrivata la scoperta – del tutto fortuita – di FlixBus. Lo conoscevo già, certo, ma per qualche ragione non avevo mai pensato che potesse fare tappa a Zurigo. E invece sì, la fa eccome! Così, spendendo pochissimo, sono riuscita a organizzare un weekend last minute in Alsazia.

Veduta di Strasburgo

Da Zurigo a Strasburgo con FlixBus

Il primo giorno prendo il pullman FlixBus dal piazzale dedicato ai bus, accanto alla stazione di Zurigo. Dopo circa 4 ore di viaggio arrivo puntuale a Strasburgo, proprio secondo tabella di marcia. La città mi accoglie con un’atmosfera vivace: è sabato e le strade sono piene di cittadini e turisti intenti a fare shopping.

C’è anche un affollato mercato delle pulci, insieme a diversi banchetti dedicati ai libri. Dopo aver lasciato lo zaino nel mio albergo affacciato su Place Kléber, mi immergo subito in quell’energia curiosa tipica delle città di confine.

Place Kléber e la libreria dedicata al mondo

Proprio su Place Kléber scopro una libreria splendida: la Librairie du Monde Entier. È un luogo speciale, interamente dedicato alle lingue del mondo, ai viaggi e alla cultura internazionale. Dopo qualche minuto passato a curiosare tra scaffali e pagine, riprendo la mia esplorazione, lasciandomi trasportare dai vicoli della città.

Librairie du monde entier Strasburgo

Cosa vedere a Strasburgo il primo giorno

Mi ritrovo così davanti alla maestosa Cattedrale di Notre-Dame, un capolavoro gotico che domina il centro. Poco più in là incontro Casa Kammerzell, una delle costruzioni più antiche e affascinanti ed esempio perfetto della tipica architettura a graticcio dell’Alsazia.

Passeggio lungo l’Ill, il fiume che attraversa Strasburgo, tra negozietti di prodotti tipici e boutique per turisti. Raggiungo anche la suggestiva Place du Marché Gayot, una piazzetta raccolta e circondata da case semplici o a graticcio, con tanti piccoli bar e tavolini che creano un’atmosfera quasi teatrale, come se fossi su un palco circondato da quinte.

Superato il fiume entro in una fumetteria e poi costeggio ancora l’acqua fino a raggiungere i Ponts Couverts.

Pont Couverts

I Ponts Couverts e la magia della Petite France

I Ponts Couverts sono un complesso di ponti e torri risalenti al XIII secolo, costruiti per proteggere la città. Sono tutt’oggi ben conservati, anche se da tempo non sono più coperti. Li osservo al tramonto, quando la luce calda del sole li rende ancora più suggestivi. Da un lato svettano le torri medievali, dall’altro si apre un romantico scorcio sulla Petite France, il quartiere più caratteristico di Strasburgo.

Qui scopro anche un platano gigantesco che cattura subito la mia attenzione – ho un debole per questi giganti della natura! L’intera zona è così affascinante che è stata dichiarata sito Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Passeggio tra le sue stradine colorate, immerse in una concentrazione unica di case a graticcio. Camminare, però, mette fame: dopo un pain au chocolat comprato al volo in una panetteria, comincio a cercare un posto dove cenare.

Platano a Strasburgo

Cena tipica alsaziana nella Petite France

Rimango nella Petite France e scelgo Fink Stuebel, un locale tipico che mi conquista subito con il suo stile rustico e accogliente. Lo consiglio vivamente: qui si mangia benissimo, in pieno spirito alsaziano… ovvero fino a scoppiare!

Per fortuna, per tornare in albergo devo fare ancora qualche passo: l’unica speranza per digerire prima di andare a letto.

Strasburgo di notte

Secondo giorno a Strasburgo: tra musei, crociere e scoperte curiose

Il mio secondo giorno a Strasburgo inizia con una classica colazione francese pain–beurre–confiture davanti alla splendida Cattedrale di Notre-Dame. Dopo essermi svegliata per bene, mi incammino verso il Palazzo dei Rohan, un imponente edificio del XVIII secolo che ospita ben tre musei: il Museo delle Arti Decorative, il Museo delle Belle Arti e il Museo Archeologico.

Il palazzo è enorme e, dopo averlo circumnavigato per ammirarlo dall’esterno, entro nel suo ampio cortile interno, da cui si gode anche una bellissima vista sulla cattedrale.

Il Musée des Beaux-Arts di Strasburgo

Decido di visitare uno solo dei tre musei (biglietto 7,50 €), così da avere tempo per esplorare anche il resto della città. Nonostante la mia formazione sia più vicina all’archeologia, scelgo il Musée des Beaux-Arts, famoso per le sue opere di altissimo livello.

Il museo non delude: pur non essendo grande, è molto curato e custodisce capolavori di Giotto, Raffaello, Filippo Lippi, Botticelli, Tintoretto, Canaletto e Corot, solo per citarne alcuni. L’unico peccato è la luce del sole che, filtrando dalle finestre lasciate aperte, rende difficile osservare alcuni quadri.

Strasburgo

Tour in battello con Batorama: il modo migliore per scoprire Strasburgo

La tappa successiva è il celebre giro in battello Batorama, molto consigliato per conoscere la città da un punto di vista diverso. Di solito i tour troppo turistici non mi convincono, ma avevo letto moltissime recensioni positive e decido di provare.

Acquisto i biglietti (16,20 €) alle macchinette automatiche sul molo e, un’ora dopo, salgo a bordo.

Batorama Strasburgo

Il tour si rivela davvero interessante: oltre a essere piacevole, è spiegato molto bene grazie alle cuffiette con audioguida disponibile in tantissime lingue, tra cui l’italiano.

Dalla barca rivedo la famosa Petite France, ma scopro che il suo nome ha origini tutt’altro che romantiche: deriva da un antico ospedale che curava i malati di sifilide, conosciuta come “male francese”. Nonostante ciò, la visita prosegue tra curiosità affascinanti: il Pont du Corbeau, luogo di antiche esecuzioni pubbliche; l’antica posizione della macelleria e della pescheria; l’edificio che ospitava una cioccolateria sfruttando la forza del fiume; la splendida Maison des Tanneurs, con il suo tetto a più livelli e finestre enormi dove un tempo venivano stese le pelli ad asciugare.

Rimango poi a bocca aperta quando scopro l’esistenza di una sorta di ascensore acquatico: la barca viene chiusa tra due dighe e sollevata per raggiungere il livello più alto della Petite France. Una piccola meraviglia ingegneristica!

Il giro prosegue fino al Quartiere Europeo, dove sfilano imponenti edifici come il Parlamento Europeo e la Corte dei Diritti dell’Uomo.

Parlamento europeo

Durante il tour l’audioguida svela anche un aneddoto sorprendente su Rue de Zurich, che prende il nome da un canale un tempo percorso dagli zurighesi per consegnare a Strasburgo una pentola ancora calda, simbolo della rapidità con cui avrebbero potuto portare aiuto agli alleati. Amo questi racconti: spiegano alla perfezione i rapporti tra città e come i territori si siano trasformati nel tempo.

Che dire del Batorama? Il biglietto non è super economico, ma il tour – che dura circa un’ora e un quarto – vale assolutamente la spesa.

Case a graticcio Strasburgo

Visita alla Cattedrale di Notre-Dame di Strasburgo

Tornata a terra, prendo due fette di quiche per un pranzo veloce e finalmente entro nella Cattedrale di Strasburgo (ingresso gratuito). L’interno è affascinante quanto l’esterno, anche se l’orologio astronomico purtroppo non è in funzione ed è circondato da impalcature.

Il Museo Alsaziano: un tuffo nella tradizione

Proseguo con l’ultima tappa della giornata: il Museo Alsaziano (7,50 €), dove è possibile visitare l’interno di una tipica casa alsaziana. Scopro che, oltre alla struttura a graticcio, queste abitazioni possiedono un ampio cortile interno e si sviluppano come un piccolo labirinto di scale, stanzette e corridoi.

Museo alsaziano

Le sale raccontano la vita quotidiana del passato, attraverso arredi tradizionali e abbigliamento tipico dell’Alsazia. Peccato che la cantina fosse chiusa e non sia stato possibile visitare l’intero percorso.

Una serata tipica alsaziana prima della partenza

Dopo una pausa in albergo, ceno al ristorante Au Gurtlerhoft, un locale caratteristico dove sembra quasi di mangiare in una grotta. Si mangia bene, anche se non ai livelli della cena della sera precedente.

Strasburgo di sera

Con un’ultima passeggiata serale nella Petite France, saluto Strasburgo e il suo enorme platano. L’indomani mattina mi aspetta il bus per Colmar, la tappa finale del mio weekend in Alsazia… ma questa è un’altra storia. O meglio, un altro articolo!


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