Ho ricordi meravigliosi della mia settimana a Rodi, un’isola ricca di storia e bellezza che ho amato tanto. Se ti stai chiedendo cosa visitare a Rodi, spero che questo itinerario ti aiuti a scoprire i luoghi che mi hanno conquistata, ma anche l’anima di un’isola ricca di secoli di storia.
Per me, Rodi è stata il primo incontro con la Grecia, una scelta forse poco convenzionale. Spesso si parte da Atene o si opta per isole più vicine all’Italia come Corfù, Cefalonia, o Zante, oppure per destinazioni iconiche come Santorini e Mykonos. Eppure Rodi, la più grande isola del Dodecaneso, merita attenzione perché si trova in una posizione unica: lontana dal cuore geografico della Grecia e a pochi chilometri dalla costa turca, sospesa tra Europa e Asia.
Ed è proprio questa distanza a renderla speciale. Rodi è un crocevia di civiltà, dove la cultura greca antica si intreccia con influenze bizantine e ottomane, e dove il passato medievale è ancora tangibile tra mura, vicoli e fortezze. È una destinazione che unisce storia, arte e un sottile fascino esotico, capace di colpire chiunque sia appassionato di luoghi storici.
Spero che questo itinerario solletichi la tua memoria o ti sia di ispirazione per il tuo futuro viaggio a Rodi.

Informazioni utili per organizzare il viaggio
Quando andare a Rodi
Grazie al suo clima mediterraneo, Rodi è una destinazione che si può visitare dalla primavera all’autunno inoltrato. Se il tuo obiettivo è alternare visite culturali e giornate di mare, probabilmente giugno e settembre rappresentano i mesi migliori: le temperature sono piacevoli, il mare è già (o ancora) caldo e l’isola è generalmente meno affollata rispetto al pieno dell’estate.
Io ho visitato Rodi a luglio e, nonostante il viaggio mi sia piaciuto moltissimo, il caldo si è fatto sentire, soprattutto durante le visite ai siti archeologici e nelle ore centrali della giornata. Se hai intenzione di esplorare castelli, acropoli e città storiche, ti consiglio di organizzare le visite al mattino presto o, possibilmente, nel tardo pomeriggio.
Luglio e agosto rimangono comunque mesi ideali per chi desidera soprattutto vivere il mare, purché si tenga conto delle temperature elevate e della maggiore presenza di turisti.

Dove dormire a Rodi
Durante la mia settimana a Rodi ho scelto di dividere il soggiorno tra Rodi Città e Lindos, una soluzione che mi sento di consigliare se hai a disposizione almeno sette giorni. In questo modo si riducono gli spostamenti e si ha l’occasione di vivere due anime molto diverse dell’isola: da una parte la vivacità della città medievale, dall’altra il fascino del borgo bianco di Lindos e delle spiagge della costa orientale.
A Rodi Città ho soggiornato allo Svea Hotel Rhodes, una struttura semplice ma accogliente, con personale molto gentile e una posizione davvero comoda per visitare il centro storico e raggiungere facilmente ristoranti, negozi e servizi. L’hotel si trova però in una zona ricca di locali, quindi nelle ore serali l’area può risultare piuttosto viva. Per questo lo consiglio soprattutto a chi ama uscire la sera o preferisce avere tutto a portata di mano.
Per la seconda parte del viaggio ho scelto invece il Del Mar Suites di Lindos, appartamentini dotati di cucina. Si trova appena fuori dal centro storico: con una breve passeggiata si raggiunge il dedalo di vicoli del paese, mentre in auto è molto più pratico rispetto alle strutture nel cuore di Lindos, grazie alla vicinanza dei parcheggi. In alcune sere il locale di fronte tiene la musica accesa fino a tardi, ma durante il mio soggiorno non è successo tutte le notti e non ha compromesso l’esperienza. Lo consiglierei a chi desidera esplorare il sud dell’isola senza rinunciare all’atmosfera vivace delle serate di Lindos.

Come muoversi
Se hai in programma di visitare Rodi seguendo un itinerario simile al mio, ti consiglio di noleggiare un’auto o una moto. L’isola è piuttosto estesa e, sebbene le principali attrazioni siano collegate dai mezzi pubblici, avere un mezzo proprio permette di spostarsi con maggiore libertà, raggiungere spiagge meno frequentate e fermarsi nei punti panoramici lungo la strada.
Io ho scelto di noleggiare un’auto con George Cars e mi sono trovata molto bene. I prezzi erano competitivi, l’auto era in ottime condizioni e il ritiro e la riconsegna sono stati semplici e veloci. Anche il personale si è dimostrato sempre gentile e disponibile, perciò mi sento davvero di consigliarlo.
Se preferisci utilizzare i mezzi pubblici, sappi che la rete di autobus collega bene Rodi Città con le località più turistiche, come Lindos, Faliraki e alcune delle principali spiagge. Tuttavia, gli orari sono ovviamente meno flessibili rispetto a quelli di un’auto a noleggio e alcune zone dell’entroterra o della costa occidentale risultano più difficili da raggiungere. Per questo, soprattutto se hai a disposizione una settimana e desideri esplorare l’isola senza vincoli, continuo a pensare che il noleggio di un mezzo sia la soluzione migliore.

Il mito di Rodi: l’isola nata per il dio Sole
Prima ancora di essere una meta di viaggio, Rodi era un’isola legata alla mitologia greca. Secondo il racconto di Pindaro, quando gli dèi si spartirono la Terra dopo la vittoria sui Giganti, il dio del Sole, Helios, era assente e rimase senza un regno.
Mentre Zeus stava per rimediare all’errore, dalle acque emerse una nuova isola. Helios la scelse come propria dimora e la illuminò con i suoi raggi, facendone la terra a lui più cara. Qui si unì alla ninfa Rhodos (o Rhode), da cui l’isola avrebbe preso il nome. Dalla loro unione nacquero gli Eliadi, considerati i mitici fondatori delle tre antiche città di Lindo, Ialiso e Kamiros, protagoniste della storia dell’isola fino alla fondazione della città di Rodi nel 408 a.C.
Non è un caso che il simbolo più celebre dell’isola fosse il Colosso di Rodi, l’enorme statua dedicata proprio a Helios e considerata una delle Sette Meraviglie del mondo antico. Anche oggi il sole continua a essere uno dei simboli più riconoscibili di Rodi, quasi a ricordare il legame che, secondo il mito, unisce quest’isola alla sua divinità protettrice.
Adesso che conosci le origini mitiche di Rodi possiamo cominciare con l’itinerario vero e proprio.
Giorno 1 – Alla scoperta di Rodi Città
Il mio viaggio è iniziato da Rodi Città, un luogo che mi ha colpita fin da subito per la sua capacità di racchiudere epoche molto diverse tra loro. Nel giro di pochi passi si passa da una lunga spiaggia affacciata sul Mar Egeo alle mura medievali dei Cavalieri, fino agli edifici che raccontano il passaggio degli Ottomani e degli italiani.
La mattina ho iniziato con una passeggiata lungo la spiaggia di Rodi, una distesa di ciottoli sorprendentemente ampia e poco affollata. Da qui, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino alla Turchia, così vicina da sembrare quasi raggiungibile a nuoto. Poco distante si trova anche il piccolo Acquario di Rodi, una tappa interessante soprattutto per chi viaggia con bambini o desidera conoscere la fauna marina del Dodecaneso.

Da qui mi sono addentrata nella Città Medievale di Rodi, Patrimonio UNESCO dal 1988, probabilmente uno dei centri storici medievali meglio conservati d’Europa. Passeggiare tra i suoi vicoli è stato uno dei momenti che ho preferito dell’intero viaggio. Le antiche mura dei Cavalieri di San Giovanni, le botteghe artigiane e i piccoli negozi convivono con edifici di epoca ottomana, tra cui alcune moschee che ricordano come Rodi sia stata per secoli un vero crocevia di culture. È proprio questo intreccio di influenze a rendere la città così affascinante.
Il monumento che più mi ha colpita è stato il Palazzo del Gran Maestro. Costruito nel XIV secolo come residenza del Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni, rappresentava il cuore del potere dei Cavalieri durante il loro dominio sull’isola. Dopo essere stato gravemente danneggiato da un’esplosione nel XIX secolo, venne ricostruito durante la dominazione italiana e oggi ospita un museo. Oltre all’imponente architettura, ciò che mi è rimasto più impresso sono stati gli splendidi mosaici antichi provenienti da Kos e da altre isole del Dodecaneso, che impreziosiscono molte delle sale.

Ho poi visitato il Museo Archeologico di Rodi, ospitato nell’antico Ospedale dei Cavalieri. Se ami l’archeologia, ti consiglio di dedicargli un po’ di tempo: racconta la storia dell’isola dall’età preistorica fino al periodo ellenistico attraverso sculture, iscrizioni, gioielli e una ricca collezione di ceramiche rodie, celebri fin dall’antichità per la qualità della lavorazione e per il ruolo che ebbero nei commerci del Mediterraneo. Tra le opere più note spiccano l’Afrodite accovacciata e la monumentale testa di Helios, il dio del Sole strettamente legato alla storia dell’isola.
Al tramonto ho raggiunto il porto di Mandraki, che credo sia uno dei luoghi più suggestivi di Rodi quando la luce inizia a cambiare. All’ingresso del porto si trovano le celebri colonne sormontate dalle statue di un cervo e di una cerva, Elafos ed Elafina, diventati nel tempo uno dei simboli dell’isola. Secondo la tradizione, proprio qui si trovavano i piedi del leggendario Colosso di Rodi, una gigantesca statua in bronzo dedicata al dio Helios, considerata una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico. In realtà gli archeologi ritengono che il Colosso sorgesse probabilmente in un’altra posizione, ma la leggenda continua ad alimentare il fascino di questo luogo. Quanto ai cervi, la tradizione racconta che furono introdotti sull’isola in epoca antica per contrastare la presenza dei serpenti e, con il tempo, sono diventati il simbolo stesso di Rodi.

Dove mangiare a Rodi città
Per pranzo ti consiglio Zaytouna, dove ho mangiato un ottimo gyros: è una soluzione perfetta se vuoi concederti un pasto veloce senza allontanarti dal centro storico.
Se poi durante la tua passeggiata in città senti il bisogno di una pausa, fermati al Socratus Garden. I tavoli sono immersi in un piacevole giardino ombreggiato, ideale per bere una birra fresca e concedersi un po’ di refrigerio nelle giornate più calde.
Per cena, invece, mi sono trovata molto bene al Niohori Restaurant, dove ho mangiato alcuni dei migliori piatti della cucina greca dell’intero viaggio.
Giorno 2 – Il Monastero di Filerimos e il trasferimento a Lindos
Dopo una giornata intensa trascorsa tra musei e città medievale, ho deciso di rallentare un po’ in questa seconda giornata sull’isola. Prima di raggiungere Lindos, mi sono fermata al Monastero di Filerimos, uno dei luoghi che più mi hanno sorpresa durante il viaggio e di cui ho un bellissimo ricordo.
Il monastero sorge sul colle di Filerimos, dove un tempo si trovava l’antica Ialiso, una delle tre città che diedero origine a Rodi. L’edificio attuale conserva elementi medievali legati ai Cavalieri di San Giovanni, ma gran parte dell’aspetto che vediamo oggi è dovuto ai restauri eseguiti durante la dominazione italiana. Oltre alla chiesa, meritano una passeggiata il viale alberato che conduce alla grande croce panoramica e i giardini, da cui si gode una splendida vista sul mare.

Quello che ricordo più di tutto, però, è il rumore continuo delle cicale. Il loro canto assordante infatti accompagna ogni passo durante la visita e rende l’atmosfera ancora più mediterranea. Passeggiando tra i pini e i cipressi noterai facilmente le esuvie, cioè l’involucro che la cicala abbandona dopo aver trascorso diversi anni sottoterra come ninfa, prima di emergere e trasformarsi nell’insetto adulto. Avrai anche la possibilità di vedere tantissimi buchi nel terreno, che indicano proprio i loro punti di uscita.
Terminata la visita mi sono spostata poi a Lindos, dove ho trascorso il resto del soggiorno. Ho scelto di non programmare altre visite importanti e di dedicare il pomeriggio e la serata a una passeggiata senza fretta tra le sue stradine.
Dopo cena mi sono fermata al Captain’s House Bar per bere qualcosa. Oltre all’atmosfera rilassata e alla piacevole terrazza, questo locale ha una particolarità: si trova all’interno di una delle storiche Case dei Capitani di Lindos, le eleganti dimore costruite tra il XVI e il XVII secolo dai ricchi capitani delle navi mercantili della città. Ancora oggi si possono osservare alcuni elementi originali dell’edificio, che rendono la sosta interessante non solo per un cocktail, ma anche per immergersi nell’architettura tradizionale del borgo.
La prima impressione che ho avuto di Lindos è stata quella di un paese quasi accecante: le case bianche, i vicoli acciottolati e il sole estivo creano uno scenario che sembra uscito da una cartolina delle Cicladi, pur trovandosi nel Dodecaneso. Perdersi nel dedalo di stradine è parte del fascino del posto, ma ti consiglio di indossare scarpe con una buona suola: in alcuni punti i ciottoli levigati possono essere piuttosto scivolosi, soprattutto se indossi sandali lisci.

Dove mangiare a Lindos
Per pranzo mi sono fermata da Lassù, dove ho scelto una semplice insalata greca. Con il caldo di luglio era esattamente quello di cui avevo bisogno e la terrazza ombreggiata è stata un piacevole rifugio nelle ore più calde.
Ho cenato poi al Kalypso Restaurant, una delle taverne più caratteristiche di Lindos. Oltre alla cucina greca, ho apprezzato molto la terrazza panoramica affacciata sui tetti bianchi del paese, particolarmente suggestiva la sera.
Giorno 3 – Le spiagge di Lindos e la costa sud-orientale
Dopo aver dedicato i primi due giorni alla scoperta del patrimonio storico di Rodi, è arrivato il momento di rallentare e godermi il mare, uno dei motivi per cui quest’isola è così amata.
La prima tappa è stata la Baia di San Paolo (St. Paul’s Bay), probabilmente una delle spiagge più fotografate di Rodi. L’acqua è incredibilmente limpida e la baia, racchiusa tra le rocce, crea uno scenario davvero suggestivo. Le sue dimensioni piuttosto ridotte, però, fanno sì che nei mesi estivi si riempia velocemente. Ti consiglio quindi di arrivare al mattino presto se vuoi trovare un posto con più tranquillità.

Per pranzo sono rientrata nel mio appartamento a Lindos, approfittando della pausa per riposarmi durante le ore più calde della giornata.
In cerca di un’atmosfera completamente diversa, mi sono poi spostata a Gennadi Beach. Qui il paesaggio cambia radicalmente: una lunghissima spiaggia di ciottoli, quasi sconfinata, dove lo spazio non manca mai. Durante la mia visita era praticamente deserta e mi ha trasmesso una piacevole sensazione di libertà, molto diversa dalla baia vista la mattina.
Per concedermi una pausa mi sono fermata al Mojito Beach Bar, dove ho preso un lettino e sorseggiato un mojito vista mare. In mezzo a una spiaggia così ampia, questo piccolo stabilimento sembra quasi un’oasi.

Dove mangiare a Lindos
Per cena ti consiglio l’Acropolis Roof Garden Restaurant, un’ ottima taverna con una splendida terrazza panoramica affacciata sull’Acropoli di Lindos.
Giorno 4 – Kamiros, i castelli della costa occidentale e Prasonisi
Il quarto giorno è stato quello che ho dedicato maggiormente alla scoperta della storia di Rodi e dei suoi paesaggi più spettacolari.
La prima tappa è stata Kamiros, uno dei siti archeologici che più desideravo visitare. Insieme a Ialiso e Lindo, Kamiros era una delle tre grandi città dell’isola prima della fondazione della città di Rodi, avvenuta nel 408 a.C. L’unione di queste tre potenti poleis diede infatti origine a una nuova capitale, destinata a diventare uno dei principali centri commerciali e culturali del Mediterraneo orientale.

Oggi ciò che rende Kamiros così interessante è il suo impianto urbano, ancora oggi facilmente leggibile. Passeggiando tra le rovine si riconoscono senza difficoltà le strade, le abitazioni, le cisterne per la raccolta dell’acqua e l’agorà, rendendo la visita particolarmente coinvolgente anche per chi non è esperto. Se ami l’archeologia, questo è uno dei luoghi da non perdere durante un viaggio a Rodi.
Proseguendo lungo la costa occidentale ho raggiunto il Castello di Kritinia, una fortezza costruita dai Cavalieri di San Giovanni nel XV secolo per controllare il mare e difendere l’isola dagli attacchi ottomani. Oggi rimangono soprattutto le mura e alcuni ambienti interni, ma la visita vale comunque la pena per il magnifico panorama sul Mar Egeo e sulle molteplici isole che si intravedono all’orizzonte.

La tappa successiva è stata il Castello di Monolithos, forse quello che mi ha colpita di più. Sorge in cima a uno sperone di roccia a picco sul mare e, nonostante sia ormai un rudere, conserva un fascino particolare. Fu costruito anch’esso dai Cavalieri di San Giovanni per sorvegliare la costa occidentale e oggi, oltre ai resti delle fortificazioni, ospita una piccola cappella bianca dedicata a San Panteleimon, che crea un bellissimo contrasto con il paesaggio roccioso circostante. Anche da qui la vista è davvero spettacolare.
Aggiungo una curiosità per gli appassionati di gialli: il Castello di Monolithos e la vicina cappella compaiono nell’episodio Agatha Christie’s Poirot, tratto dall’omonimo racconto di Agatha Christie. Se hai visto la serie con David Suchet, probabilmente riconoscerai subito il panorama.

L’ultima tappa della giornata è stata Prasonisi, il punto più meridionale di Rodi. È un luogo davvero particolare perché qui si incontrano il Mar Egeo e il Mar Mediterraneo. Nelle giornate di vento il contrasto è sorprendente: da una parte il mare appare relativamente calmo, dall’altra le onde attirano decine di appassionati di windsurf e kitesurf provenienti da tutta Europa. Vedere due mari con caratteristiche così diverse separati da una sottile lingua di sabbia è stata una delle immagini più curiose che porto con me di questo viaggio.

Prima di rientrare a Lindos ho fatto ancora una sosta a Gennadi Beach per un ultimo bagno. Dopo una giornata ricca di chilometri e visite, è stato il modo perfetto per rilassarmi prima di trascorrere una tranquilla serata nel mio appartamento.
Dove mangiare a Kritinia
Per pranzo mi sono fermata alla Taverna Piatsa, un posto che ricordo con particolare affetto. Ad accogliermi c’era un’anziana signora che parlava pochissimo inglese, ma che con il sorriso è riuscita comunque a farmi sentire la benvenuta. Più che in un ristorante, mi è sembrato di pranzare a casa di una nonna greca: pochi piatti tradizionali, preparati con semplicità e davvero molto buoni.
Giorno 5 – Le spiagge della costa orientale: Anthony Quinn Bay, Faliraki e Stegna
Il quinto giorno l’ho dedicato all’esplorazione di alcune delle spiagge più famose della costa orientale di Rodi, ognuna con caratteristiche molto diverse.
La prima tappa è stata Anthony Quinn Bay, probabilmente una delle baie più conosciute dell’isola. Il nome deriva dall’attore Anthony Quinn, che si innamorò di questo luogo durante le riprese del film I cannoni di Navarone. La baia è davvero splendida: l’acqua è limpidissima e il contrasto tra il mare e la vegetazione che scende fino alla costa crea uno scenario molto suggestivo.
Purtroppo la sua fama ha un prezzo. Quando l’ho visitata, a luglio, era estremamente affollata. Gran parte della spiaggia è occupata dagli stabilimenti balneari e lo spazio libero è piuttosto limitato: non sono nemmeno riuscita a trovare un posto dove sistemarmi. Se desideri visitarla, ti consiglio di arrivare molto presto al mattino.

Così ho deciso di spostarmi nella vicina Plaka Beach. È una piccola baia rocciosa, certamente meno spettacolare di Anthony Quinn Bay, ma un po’ più tranquilla, nonostante le dimensioni ridotte. Per un bagno rinfrescante si è rivelata un’ottima alternativa.
Successivamente ho fatto una breve sosta a Faliraki, una delle località balneari più frequentate di Rodi. La lunga spiaggia di sabbia, i numerosi stabilimenti, i ristoranti, i negozi e i locali la rendono una destinazione ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del mare e dei servizi. Personalmente l’ho trovata un po’ troppo turistica per i miei gusti, ma capisco perché sia così apprezzata.
Nel pomeriggio mi sono infine spostata a Stegna Beach, un’altra spiaggia sabbiosa. Anche qui non mancano stabilimenti e taverne, ma l’atmosfera è decisamente più rilassata rispetto a Faliraki. La spiaggia è ampia, il mare è limpido e, almeno durante la mia visita, si riusciva a trovare facilmente un angolo tranquillo dove trascorrere qualche ora.

Dove mangiare a Faliraki e Kolymbia
Per pranzo ho scelto Manolis Taverna, a Faliraki, ed è stata una delle migliori sorprese gastronomiche del viaggio. In generale ho mangiato bene praticamente ovunque a Rodi, ma questo ristorante merita davvero una menzione speciale: piatti della tradizione greca preparati con cura, porzioni abbondanti e un’accoglienza che mi ha fatto venire voglia di tornarci.
La sera, invece, ho cenato da Olive Groves, nei pressi di Kolymbia. Ho apprezzato sia la cucina, semplice e ben preparata, sia il piacevole spazio all’aperto.
Giorno 6 – L’Acropoli di Lindos e un incontro con la storia più autentica
Il sesto giorno è iniziato con la visita all’Acropoli di Lindos, uno dei luoghi che aspettavo con maggiore curiosità fin dalla partenza. Se durante il tuo viaggio hai in programma di fermarti a Lindos, secondo me è una tappa da non perdere.
L’acropoli domina il paese dall’alto di uno sperone roccioso e risale a oltre duemila anni fa. Il monumento più importante è il Tempio di Atena Lindia, costruito nel IV secolo a.C. sui resti di un santuario ancora più antico, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo greco. Nel corso dei secoli il sito fu trasformato dai Bizantini, dai Cavalieri di San Giovanni e dagli Ottomani, che lasciarono ciascuno la propria impronta. Oggi, passeggiando tra le rovine, si possono osservare i resti del tempio, la monumentale scalinata ellenistica, la stoà, le fortificazioni medievali e il castello costruito dai Cavalieri.

Come accade in molti siti archeologici della Grecia, alcuni restauri risultano piuttosto evidenti e, personalmente, li ho trovati un po’ invasivi. Nonostante questo, l’Acropoli di Lindos rimane uno dei luoghi più significativi dell’isola e la vista sulla baia sottostante ripaga ampiamente della salita.
Dopo la visita ho trascorso qualche ora alla vicina Paralia Lindos, una lunga spiaggia di sabbia attrezzata con stabilimenti balneari. La sua posizione, ai piedi del borgo, la rende inevitabilmente piuttosto frequentata durante l’estate, ma è comunque un luogo piacevole dove rilassarsi e concedersi un bagno dopo la visita archeologica.
La sera sono tornata a passeggiare per Lindos. Non avendo fame mi sono limitata a un gelato da Gelo Blu, un po’ costoso, ma molto buono.
La sorpresa più bella della giornata, però, è arrivata per caso. Passeggiando tra i vicoli ho trovato una casa tradizionale di Lindos, aperta al pubblico da un’anziana signora che accoglie i visitatori chiedendo soltanto un’offerta libera.
È stata una delle esperienze che ricordo con più affetto. Mi ha mostrato la grande stanza in cui viveva da bambina con tutta la sua famiglia: vicino all’ingresso c’era il letto dei genitori, mentre dall’altra parte dormivano lei e i fratelli. In quella stessa stanza si cucinava, si mangiava, si lavorava e si trascorreva la vita quotidiana. Gli arredi, gli oggetti conservati con cura e i suoi racconti hanno reso la visita davvero coinvolgente. Cercare di immaginare quella vita mi ha colpita profondamente, anche perché mi ha riportato alla mente i racconti dei nostri nonni. Al di là delle differenze tra Paesi, mi ha fatto riflettere su quanto, fino a non molti decenni fa, la quotidianità delle persone fosse spesso molto più semplice e simile di quanto siamo abituati a pensare.

Dove mangiare a Lindos
Per pranzo ho scelto Maria’s Taverna, dove ho mangiato ancora una volta dell’ottima cucina greca tradizionale.
Giorno 7 – La Valle delle Farfalle prima del rientro
L’ultimo giorno a Rodi avevo il volo nel tardo pomeriggio e ho deciso di sfruttare le ultime ore sull’isola per le ultime visite. Il primo luogo dove mi sono diretta è Petaloudes, la celebre Valle delle Farfalle.
Si tratta di una riserva naturale attraversata da sentieri immersi nel verde, famosa perché durante l’estate ospita migliaia di esemplari della falena (Euplagia quadripunctaria), comunemente chiamata “farfalla di Rodi”. Passeggiare tra ponticelli in legno, ruscelli e alberi secolari è stato tonificante.

Infine, prima di raggiungere l’aeroporto ho fatto un’ultima sosta all’Acropoli di Rodi, sul Monte Smith, un luogo spesso meno conosciuto rispetto all’Acropoli di Lindos ma che, secondo me, merita comunque una visita.
L’antica Rodi, fondata nel 408 a.C. dall’unione di Kamiros, Ialiso e Lindo, aveva qui la sua acropoli. La nuova città fu progettata secondo il cosiddetto impianto ippodameo, una disposizione regolare delle strade ideata dall’urbanista Ippodamo di Mileto, a cui si attribuisce uno dei primi modelli di pianificazione urbana della storia. Oggi si possono ancora osservare i resti del Tempio di Apollo Pizio, e parte dello stadio e del ginnasio ellenistico, dove si allenavano gli atleti dell’antica città.

Più dei monumenti in sé, mi ha colpita la posizione del sito. Dal colle si gode una splendida vista sulla città di Rodi e sul mare, un modo piacevole per salutare l’isola prima del rientro.
Ripensando a questa settimana, mi rendo conto che Rodi è stata molto più del mio primo viaggio in Grecia. È stata l’isola che mi ha dato conferma di quanto il Mediterraneo sia un luogo di incontri, dove epoche e culture diverse continuano a convivere nello stesso paesaggio. Ed è forse proprio questo il ricordo più bello che mi sono portata a casa.
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