Itinerario di 4 giorni in Toscana delle città storiche

San Gimignano e le sue torri

La Toscana è una delle regioni più affascinanti d’Italia, famosa per le sue città d’arte e i suoi paesaggi iconici. Ma oltre alle mete più conosciute esiste un patrimonio di borghi storici, siti archeologici e luoghi ricchi di storia che meritano assolutamente di essere scoperti.
In questo articolo ti propongo un itinerario di 4 giorni in Toscana che ho costruito seguendo la mia personale lista di luoghi da vedere: destinazioni che non avevo ancora visitato ma che, per il loro valore storico e culturale, considero imperdibili.

Questo itinerario non include le grandi città d’arte più famose come Firenze o Pisa. L’idea è invece quella di concentrarsi su borghi medievali, siti archeologici e località meno scontate, perfette per chiunque desideri esplorare una Toscana diversa, autentica e ricca di storia, inclusa quella antica.

Spero che questo percorso possa servirti come ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Toscana, aiutandoti a creare un itinerario personalizzato alla scoperta di una delle regioni più straordinarie d’Italia.

Dove dormire vicino a San Gimignano

Per questo itinerario di 4 giorni in Toscana ho scelto di soggiornare presso l’Agriturismo Casanova di Pescille, un casale di grande fascino immerso nella campagna toscana, a pochi minuti da San Gimignano.

La struttura è circondata da colline, cipressi e campi, offrendo un’atmosfera autentica e rilassante, perfetta dopo giornate intense tra borghi e siti archeologici. Le camere sono arredate in stile rustico toscano, semplici ma accoglienti, in linea con il contesto rurale e con il fascino della zona.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stata la piscina. Tornare qui nel pomeriggio, dopo le visite, e concedersi qualche ora di relax facendo un bagno è stato davvero rigenerante e ha reso il soggiorno ancora più piacevole.

Ho anche avuto modo di provare il ristorante dell’agriturismo, e devo dire che è stata un’ottima scelta: propone piatti tipici della cucina toscana, preparati con ingredienti locali e di qualità. Cenare qui, immersi nella tranquillità della campagna, è un’esperienza che consiglio assolutamente.

Agriturismo Casanova di Pescille

Primo giorno: San Gimignano

San Gimignano e le sue torri

La prima tappa di questo itinerario di 4 giorni in Toscana è San Gimignano, che ho raggiunto in auto partendo da Roma.

Questo borgo medievale, patrimonio UNESCO, è uno dei più iconici d’Italia ed è soprannominato con simpatia “la Manhattan del Medioevo”. In passato, infatti, il suo skyline era dominato da ben 72 torri, simbolo del potere e della ricchezza delle famiglie locali. Oggi ne restano 14, sufficienti però a rendere il profilo del borgo unico e immediatamente riconoscibile.

Passeggiando tra i vicoli acciottolati e le stradine tortuose, il fascino medievale di San Gimignano conquista subito. Il cuore del borgo è la suggestiva e triangolare Piazza della Cisterna, una delle piazze più fotografate della Toscana.

Piazza della Cisterna a San Gimignano

Cosa vedere a San Gimignano

Tra le tappe imperdibili c’è la Collegiata di Santa Maria Assunta, famosa per i suoi straordinari cicli di affreschi. Qui si possono ammirare opere di grandi artisti del Rinascimento come Domenico Ghirlandaio e Benozzo Gozzoli. Di particolare rilievo è la cappella dedicata a Santa Fina, dove si trovano anche le sue reliquie.

Un’altra tappa fondamentale è il Palazzo Comunale, da cui si può salire sulla Torre Grossa, la più alta della città. La salita è ripagata da un panorama straordinario: dall’alto si ammira il profilo medievale del borgo e la dolce campagna toscana, che si estende a perdita d’occhio tra colline, vigneti e cipressi.

La visita a San Gimignano si conclude nel modo migliore con un gelato alla celebre Gelateria Dondoli, più volte premiata anche a livello internazionale. Qui ho gustato uno dei gelati più buoni che io abbia mai mangiato.

Palazzo Comunale di San Gimignano

Secondo giorno: San Galgano, Siena, Monteriggioni

L’abbazia di San Galgano, La Rotonda e la spada nella roccia

La prima tappa della mattina del mio itinerario di 4 giorni in Toscana è la suggestiva Abbazia di San Galgano, uno dei luoghi più affascinanti e insoliti della regione. Situata nelle campagne vicino a Chiusdino, è famosa per la sua chiesa gotica senza tetto e per la celebre leggenda della spada nella roccia, spesso paragonata al mito di Re Artù.
Era da molto tempo che desideravo visitarla.

L’origine di questo luogo è legata alla figura di San Galgano (Galgano Guidotti), un giovane nobile che, dopo aver avuto una visione dell’Arcangelo Michele, decise di abbandonare la vita mondana per dedicarsi alla spiritualità. Nel 1180, come gesto simbolico di rinuncia alla violenza, conficcò la propria spada nella roccia sulla collina di Montesiepi, trasformandola in una croce: un potente simbolo di pace e conversione.

San Galgano

Con il passare del tempo il luogo divenne meta di pellegrinaggi, fino a quando i monaci cistercensi decisero di costruire qui la grande abbazia gotica che ancora oggi possiamo ammirare, sebbene in stato di rudere.

La visita all’Abbazia di San Galgano è stata davvero emozionante. L’architettura è maestosa e suggestiva: le alte navate, completamente aperte verso il cielo per l’assenza del tetto, creano un’atmosfera unica che rende questo luogo uno dei più affascinanti della Toscana.

Interno di San Galgano

La Rotonda e la vera spada nella roccia

Con una breve passeggiata si raggiunge l’Eremo di Montesiepi, conosciuto anche come la Rotonda, una piccola chiesa a pianta circolare in stile romanico-senese. Qui è custodita la famosa spada nella roccia, ancora oggi visibile, anche se protetta da una teca.

La Rotonda San Galgano

All’interno della chiesa sono conservate anche alcune reliquie legate alla leggenda: secondo la tradizione, le braccia esposte apparterrebbero a uno dei ladri o invidiosi che tentarono di estrarre la spada dalla roccia e che, per punizione divina, furono sbranati dai lupi.

Questo è senza dubbio un luogo unico e carico di fascino, dove storia, leggenda e spiritualità si intrecciano. A mio avviso merita assolutamente di essere inserito in un itinerario di questo tipo, soprattutto per chi ama scoprire luoghi insoliti e ricchi di storia.

La spada nella roccia San Galgano

Siena, il Duomo e il Palazzo Pubblico

La tappa successiva del mio itinerario di 4 giorni in Toscana è Siena, una città che avevo già visitato in passato ma dove desideravo tornare per rivedere dal vivo alcune opere d’arte studiate negli anni successivi alla mia prima visita.

Siena è un vero gioiello medievale e non a caso il suo centro storico è Patrimonio UNESCO. Passeggiando tra le sue strade si ha davvero la sensazione di fare un viaggio nel tempo: la città ha infatti conservato quasi intatto l’aspetto acquisito tra il XII e il XV secolo, offrendo ai visitatori uno degli esempi più straordinari di urbanistica medievale in Italia.

Duomo di Siena

Il Duomo di Siena

La prima visita si svolge nel magnifico Duomo di Siena, uno dei più importanti esempi di architettura romanico-gotica italiana.

L’interno della cattedrale, come anche l’esterno, è caratterizzato dal suggestivo contrasto tra bianco e nero, i colori simbolo della città, ed è straordinariamente ricco di statue, affreschi, sculture e decorazioni: una vera meraviglia per gli amanti dell’arte.

La parte inferiore della sua spettacolare facciata è stata realizzata da Giovanni Pisano, mentre all’interno tra le opere più importanti spiccano il celebre pulpito scolpito da Nicola Pisano, gli affreschi del Pinturicchio, la statua bronzea di San Giovanni Battista realizzata da Donatello e, sempre di Donatello, la lastra tombale del vescovo Giovanni Pecci. Solo per citare alcune delle opere più significative.

Pulpito di Nicola Pisano

Il pavimento marmoreo del Duomo

Questa volta, però, il mio interesse principale è il celebre pavimento marmoreo del Duomo di Siena, una delle opere più straordinarie del Rinascimento italiano.

Questi intarsi marmorei sono normalmente coperti per preservarne la conservazione e vengono scoperti solo per un periodo limitato ogni anno, rendendo la visita ancora più speciale.

Se sei interessato a vedere il pavimento, nel 2026 sarà visibile nei seguenti periodi:

27 giugno – 31 luglio 2026
18 agosto – 15 ottobre 2026

Sul sito ufficiale dell’Opera della Metropolitana di Siena è possibile trovare tutte le informazioni aggiornate e acquistare i biglietti online.

Il pavimento è composto da 56 pannelli decorativi, realizzati a partire dal XIV secolo da diversi artisti. Le scene raffigurano sibille, filosofi dell’antichità, allegorie e episodi biblici. Tra le immagini più iconiche spicca quella della lupa con i gemelli, simbolo della città, il cui mito mi incuriosisce particolarmente venendo io da Roma.

Secondo la leggenda, Siena fu fondata da Senio e Ascanio, figli di Remo, dopo che il padre fu ucciso da Romolo. I due fratelli fuggirono verso l’Etruria cavalcando uno un cavallo bianco e l’altro uno nero, colori che sarebbero poi diventati quelli dello stemma cittadino. Con loro portarono anche la lupa che aveva allattato Romolo e Remo, adottandola come simbolo della nuova città. Stabilitisi in una valle, fondarono una città chiamata Sena, dal nome di Senio.

Interessanti poi anche gli animali che rappresentano le altre città che circondano l’immagine di Siena, in particolare Roma con l’elefante.

Riuscire finalmente a vedere il pavimento del Duomo scoperto è stata per me una grande soddisfazione, anche se non è l’unico motivo che mi ha riportato a Siena.

Pavimento intarsiano Duomo di Siena

Il Palazzo Pubblico e gli affreschi del Buono e Cattivo Governo

Un’altra tappa imperdibile è il Palazzo Pubblico di Siena, che si affaccia sulla celebre Piazza del Campo ed è affiancato dall’imponente Torre del Mangia, alta 102 metri.

All’interno del palazzo si trova uno dei cicli pittorici più importanti della storia dell’arte medievale: l’Allegoria del Buono e del Cattivo Governo, dipinta nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti.

Questi affreschi sono straordinariamente interessanti perché rappresentano una allegoria politica del governo cittadino e allo stesso tempo offrono uno spaccato della vita medievale.

Il palazzo conserva anche molte altre opere d’arte di grande valore. Tra tutte, sono stata particolarmente felice di vedere dal vivo la celebre Maestà di Simone Martini, un’opera che ricordavo bene dai miei studi di storia dell’arte.

Dopo aver visitato tutto ciò che mi interessava, lascio Siena per dirigermi verso la prossima tappa del viaggio, con la certezza che questa città meriterebbe sempre una nuova visita: Siena ha davvero ancora moltissimo da offrire.

Palazzo Pubblico di Siena

Monteriggioni, il borgo medievale fortificato

Lo ammetto: desideravo visitare Monteriggioni fin da quando l’avevo visto nel videogioco Assassin’s Creed II. La motivazione iniziale per me , quindi, è stata decisamente ludica, ma posso assicurare che questo borgo merita assolutamente una visita per la sua straordinaria atmosfera medievale.

Monteriggioni è infatti uno dei borghi medievali fortificati meglio conservati d’Italia. Situato su una collina tra Siena e Firenze, fu costruito nel XIII secolo come avamposto militare strategico della Repubblica di Siena, con lo scopo di difendere il territorio dagli attacchi dei fiorentini.

Monteriggioni

Ancora oggi il borgo appare quasi immutato nel tempo. Le sue dimensioni sono molto ridotte — è considerato uno dei borghi più piccoli d’Italia — ed è circondato da una cinta muraria quasi completamente intatta, intervallata da 14 torri che ne definiscono il caratteristico profilo.

Pagando un biglietto di 5 euro è possibile salire su due tratti dei camminamenti di ronda della cinta muraria. Da qui si gode di una splendida vista sia sul borgo medievale dall’alto sia sulla campagna circostante, con le colline del Chianti e i boschi della Montagnola Senese. Il panorama è davvero suggestivo e tipicamente toscano.

Veduta da Monteriggioni

Il biglietto include anche l’accesso al percorso didattico “Monteriggioni in Arme”, che permette di scoprire la storia militare del borgo e il ruolo che ebbe quando rappresentava uno dei principali avamposti difensivi della città di Siena.

Un’altra curiosità interessante è che proprio da qui passa la celebre Via Francigena, l’antico cammino di pellegrinaggio medievale che collegava l’Europa del Nord con Roma.

Monteriggioni è quindi un piccolo borgo ma un grande gioiello medievale. La visita richiede poco tempo, ma vale assolutamente la pena inserirlo in un itinerario di 4 giorni in Toscana, soprattutto per chi ama borghi storici e fortificazioni medievali.

Le mura di Monteriggioni

Terzo giorno: Volterra, Certaldo

Volterra, tra etruschi, romani e Medioevo

La mattina del terzo giorno del mio itinerario di 4 giorni in Toscana è dedicata alla scoperta di Volterra, una città che non avevo mai visitato ma che avevo incontrato spesso durante i miei studi. Si tratta infatti di una delle città più antiche della Toscana, capace di raccontare, in un solo luogo, storia etrusca, romana e medievale.

L’antica Volterra etrusca, conosciuta come Velathri, era una delle principali città della lega delle dodici città etrusche. Successivamente, nel III secolo a.C., entrò nell’orbita di Roma diventando la colonia romana di Volaterrae.

Oggi il suo centro storico è un autentico museo a cielo aperto, dove è possibile ammirare resti etruschi, monumenti romani e architetture medievali, rendendola una meta perfetta per chi ama la storia e l’archeologia.

Teatro romano di Volterra

Il teatro romano di Volterra

Appena arrivata, la prima cosa che cattura la mia attenzione è il Teatro romano di Volterra, uno dei teatri romani meglio conservati in Italia.

Costruito sfruttando il naturale pendio della collina, offre ancora oggi un colpo d’occhio straordinario. Alle sue spalle si distinguono i resti di un complesso più ampio che comprendeva anche le antiche terme romane, segno dell’importanza della città in epoca imperiale.

Il Museo Etrusco Guarnacci

Proseguo la visita entrando nel Museo Etrusco Guarnacci, uno dei musei etruschi più importanti d’Italia. La collezione è vastissima e copre un arco temporale che va dall’Eneolitico fino all’epoca romana.

I reperti più numerosi sono le urne funerarie etrusche, ma il pezzo più affascinante è senza dubbio la celebre “Ombra della sera”, un ex-voto del III secolo a.C. che raffigura una figura umana incredibilmente allungata.

Si tratta di una scultura sorprendentemente moderna, tanto da aver ispirato l’artista svizzero Alberto Giacometti.

"L'ombra della sera"

L’acropoli di Volterra

La visita continua nel Parco Archeologico “Enrico Fiumi”, ovvero l’Acropoli di Volterra, un sito estremamente stratificato che racchiude secoli di storia. A prima vista può sembrare difficile da interpretare, poiché rimangono solo le tracce perimetrali degli edifici, ma grazie ai pannelli esplicativi è possibile comprendere la complessità del luogo.

Qui si trovano tracce di frequentazione già dal XV secolo a.C., a cui si sovrappone un importante santuario etrusco (dal VII secolo a.C.) e, in epoca successiva, un quartiere medievale sviluppatosi a partire dal XIII secolo d.C.

È un luogo che permette davvero di toccare con mano la lunga storia di Volterra.

La cisterna romana

Dal parco archeologico si può ammirare la Fortezza Medicea e si può visitare anche la Cisterna romana di Volterra, datata al I secolo d.C. e interamente scavata nella roccia.

Si accede tramite una stretta scala a chiocciola, e una volta all’interno si percepiscono chiaramente le imponenti dimensioni di queste strutture romane, fondamentali per l’approvvigionamento idrico, soprattutto in città collinari come quella di Volterra.

Passeggiare nel centro storico

Non resta infine che perdersi tra le vie del centro: un affascinante dedalo di stradine medievali, dove ogni angolo racconta la storia millenaria della città.

Passeggiare nel centro di Volterra significa immergersi in un’atmosfera autentica, dove emerge chiaramente la sua anima antica e senza tempo, rendendola una tappa imperdibile in un itinerario in Toscana tra borghi storici e siti archeologici.

Veduta dalla funicolare di Certaldo

Certaldo, il borgo di Boccaccio

La tappa successiva del mio itinerario di 4 giorni in Toscana è Certaldo, un affascinante borgo toscano noto per aver dato i natali a Giovanni Boccaccio e per il suo forte legame con il celebre autore del Decameron.

Una delle particolarità di Certaldo è la sua struttura divisa in due livelli: Certaldo basso, la parte moderna, e Certaldo alto, il nucleo medievale. Quest’ultimo si raggiunge comodamente tramite una caratteristica funicolare, che rende l’esperienza ancora più piacevole.

Certaldo alto si distingue subito per il suo inconfondibile colore rosso, dovuto all’uso del mattone, che lo differenzia dagli altri borghi toscani spesso costruiti in pietra. Questo colore caldo, unito alla presenza ancora contenuta di turisti, rende la visita particolarmente rilassante e autentica.

Pausa pranzo a Certaldo

Appena arrivata, mi concedo una pausa pranzo presso A Casa Tua, un ristorante dalla cucina semplice e genuina, che mi è piaciuto proprio per il suo carattere rustico.

Pranzo a Certaldo

La Casa del Boccaccio

Dopo pranzo visito la Casa di Giovanni Boccaccio, oggi trasformata in un museo dedicato allo scrittore.

All’interno è possibile:

  • ammirare manoscritti ed edizioni del Decameron
  • visitare una biblioteca specializzata
  • vedere affreschi e opere dedicate alla figura di Boccaccio

Salendo sulla torre della casa si gode inoltre di una splendida vista panoramica su Certaldo e sulla campagna circostante. Nelle giornate più limpide si possono persino scorgere le torri di San Gimignano in lontananza.

Casa del Boccaccio

La chiesa e le figure legate al borgo

Proseguo la visita alla Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, dove si trova la tomba di Giovanni Boccaccio, un luogo particolarmente significativo per chi ama la letteratura italiana.

All’interno del complesso è possibile visitare anche la cella in cui visse da reclusa Beata Giulia della Rena, una figura molto importante per la storia e la tradizione del borgo.

Certaldo non è tra le mete più turistiche della regione, ma proprio per questo conserva un’atmosfera autentica e tranquilla. È un borgo davvero piacevole, che merita assolutamente una tappa in un itinerario in Toscana tra borghi storici e cultura.

Veduta di Certaldo alta

Quarto giorno: Arezzo

Arezzo, tra arte rinascimentale e archeologia

L’ultimo giorno del mio itinerario di 4 giorni in Toscana è dedicato alla scoperta di Arezzo, una città che non avevo mai visitato e che desideravo vedere soprattutto per le opere di Piero della Francesca e per il suo importante patrimonio archeologico.

Arezzo è forse meno turistica rispetto ad altre città toscane, ma vanta una storia antichissima. Come Volterra, ha origini etrusche: conosciuta come Aritim, era un centro molto potente, celebre per la produzione di ceramiche e la lavorazione dei metalli.

Dopo la conquista romana, divenne Arretium e si affermò come uno dei principali centri per la produzione della ceramica aretina (terra sigillata). A questa fase seguì lo sviluppo dell’abitato medievale, che ancora oggi caratterizza il centro storico.

La Basilica di San Francesco e Piero della Francesca

La mia visita inizia dalla Basilica di San Francesco, dove nella Cappella Bacci si trova il celebre ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce, capolavoro di Piero della Francesca.

Dopo averlo studiato a lungo, vederlo dal vivo è stato davvero emozionante: uno dei momenti più intensi di tutto il viaggio.

Interno della Chiesa di San Francesco a Arezzo

La Cattedrale di Arezzo

Proseguo con la visita alla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, che custodisce l’imponente arca marmorea di San Donato ed è ricca di affreschi e decorazioni.

All’interno si può ammirare anche una Maddalena dipinta da Piero della Francesca, affacciata da un arco: un’opera meno nota ma di grande fascino.

Passeggiata nel centro storico

Nonostante la giornata uggiosa, la bellezza di Arezzo emerge chiaramente passeggiando nel suo centro storico. Tra le vie si incontrano luoghi legati a importanti personaggi della cultura italiana, come la Casa del Petrarca e la Casa Vasari, dedicate rispettivamente a Francesco Petrarca e Giorgio Vasari.

Decido però di non visitarle internamente per dedicare più tempo a quella che per me è una tappa più interessante.

Chimera di Arezzo

Il Museo Archeologico di Arezzo

Mi dirigo quindi verso il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, uno dei musei archeologici più importanti della Toscana.

Il museo è dedicato a Gaio Cilnio Mecenate, celebre consigliere dell’imperatore Augusto e figura simbolo del mecenatismo, nato proprio ad Arezzo.

Oltre ai reperti, è straordinario anche il contesto architettonico: il museo si trova infatti nell’ex monastero medievale di San Bernardo (XIV secolo), costruito sopra i resti dell’Anfiteatro romano di Arezzo, risalente al II secolo d.C.. Anche l’area esterna con i resti dell’anfiteatro è visitabile.

All’interno si possono ammirare reperti che raccontano la storia della città dall’epoca etrusca fino alla tarda antichità, oltre a una sezione preistorica e diverse sale tematiche.

Tra i pezzi più importanti mi sento di citare:

  • una copia della Chimera di Arezzo (l’originale si trova a Firenze)
  • le celebri ceramiche aretine (terra sigillata)
  • il cratere greco di Euphronios
  • un medaglione romano con ritratto in crisografia
Visitando San Gimignano

Conclusione dell’itinerario

La mia visita ad Arezzo si conclude dopo un pranzo alla Trattoria Il Saraceno, un altro locale rustico dall’ottima cucina.

Questo itinerario di 4 giorni in Toscana si chiude con grande soddisfazione: in poco tempo ho visitato luoghi ricchi di storia, borghi medievali e siti archeologici, e soprattutto ho avuto l’occasione di vedere dal vivo opere che desideravo conoscere da anni.

Un viaggio intenso, ma incredibilmente appagante, che consiglio a chiunque voglia scoprire una Toscana meno scontata, autentica e profondamente culturale.


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