Oggi voglio raccontarti del mio viaggio a Bali, con l’idea che questo itinerario di 9 giorni possa ispirarti e aiutarti a organizzare la tua prossima avventura in Indonesia.
Prima di entrare nel vivo del racconto, però, devo fare una premessa importante.
Un inizio difficile in Indonesia: la mia esperienza a Giava
Sono arrivata a Bali in condizioni tutt’altro che ideali. Prima di raggiungere la celebre isola, il mio itinerario in Indonesia prevedeva alcune tappe a Giava, dove purtroppo sono incappata in una truffa.
Ne sono seguiti alloggi terribili, spostamenti scomodi e una costante sensazione di disagio, aggravata da una fame quasi surreale. Non voglio ingigantire l’accaduto: l’esperienza è durata solo tre giorni, non ho perso denaro e sono comunque riuscita a rispettare tutte le tappe previste.
Ma un po’ della mia serenità mentale, quella sì, è rimasta coinvolta. Anche una volta rientrata dal viaggio, ho avuto bisogno di tempo per ridimensionare l’esperienza.
Ti racconto questo perché il livello di stress accumulato ha inevitabilmente influenzato il mio approccio a Bali: mi sono ritrovata sospettosa verso chiunque mi si avvicinasse o mi proponesse un servizio, limitando così la spontaneità che di solito dovrebbe caratterizzare un viaggio.
Bali dopo il terremoto: cosa ho trovato nel 2018
Oltretutto il mio viaggio a Bali risale al 2018, poche settimane dopo il devastante terremoto che ha colpito Lombok.
Dopo essermi informata accuratamente sulla situazione e aver verificato che fosse sicuro viaggiare a Bali, ho deciso comunque di partire. Ho però escluso dal mio itinerario sia Lombok sia le Isole Gili, che avevano subito danni significativi.
Il terremoto ha avuto un impatto enorme anche sul turismo: moltissimi viaggiatori hanno cancellato le loro vacanze. Per un popolo che vive principalmente di turismo, soprattutto a Bali, questo ha comportato una situazione delicata.
Ho percepito un’insistenza più marcata da parte di chi lavorava nel settore: tassisti, venditori, guide. Un atteggiamento che, in un momento di forte vulnerabilità personale, ha amplificato la mia diffidenza.

Un itinerario a Bali diverso da quello dei social
È giusto che tu sappia che in questo racconto non troverai le classiche immagini patinate da Instagram né le solite esperienze esotiche raccontate sui social.
Quello che leggerai è un report di viaggio autentico, fatto di riflessioni, contesto e soprattutto di luoghi incredibilmente meritevoli dal punto di vista storico e culturale.
Il mio è stato un itinerario culturale a Bali, ricco di templi, tradizioni e approfondimenti sulla storia locale. Se ami il turismo culturale, scoprirai che quest’isola offre molto più di spiagge e resort di lusso: è un concentrato di spiritualità, architettura e identità.
Ristoranti e hotel a Bali: sono ancora validi?
Un’ultima nota pratica: i ristoranti e gli hotel a Bali che citerò nel corso dell’articolo sono quelli in cui mi sono trovata bene durante il mio soggiorno.
Nonostante siano passati alcuni anni, ho verificato le recensioni più recenti e risultano ancora oggi strutture valide e apprezzate dai viaggiatori.
Se stai pianificando un viaggio a Bali fai da te, spero che questa esperienza sincera – con le sue ombre e le sue luci – possa offrirti spunti concreti, aspettative realistiche e, soprattutto, la voglia di scoprire l’isola con occhi curiosi e consapevoli.

Primo giorno a Bali: da Giava a Kuta tra traghetto, relax e comfort
Il mio primo giorno a Bali è stato dedicato interamente allo spostamento da Giava verso l’isola degli dei. Ho scelto di viaggiare in traghetto, una soluzione economica e autentica per raggiungere Bali via mare, per poi proseguire con un piccolo bus locale fino a Kuta, la mia prima tappa balinese.
Un trasferimento non brevissimo, ma che segna ufficialmente l’inizio del mio itinerario a Bali.
Kuta: dove dormire a Bali vicino all’aeroporto
Kuta si trova a nord dell’aeroporto internazionale di Bali ed è una delle zone più turistiche dell’isola. Qui non manca davvero nulla: ristoranti, locali serali, negozi, centri massaggi e tutti i servizi che possono rendere comodo l’inizio di un viaggio.
Dopo i giorni complicati trascorsi a Giava, avevo bisogno proprio di questo: un posto semplice, accessibile e senza sorprese. Ho deciso di fermarmi a Kuta un paio di giorni per recuperare energie e lasciarmi alle spalle lo stress accumulato.
Dove dormire a Kuta: Arnaya Homestay
Per il mio soggiorno ho scelto l’Arnaya Homestay, una sistemazione semplice ma estremamente pulita, accogliente e curata.
Un’ottima soluzione per chi cerca un alloggio economico a Bali senza rinunciare al comfort. L’atmosfera familiare e la tranquillità della struttura sono state fondamentali per iniziare finalmente a rilassarmi.
Dove mangiare a Kuta: Shinta Warung
A pochi passi dalla guesthouse ho scoperto lo Shinta Warung, una piacevole sorpresa.
Cucina locale saporita, piatti abbondanti e prezzi contenuti: esattamente quello che desideravo. Se stai cercando un buon ristorante a Kuta, ti consiglio vivamente di farci un salto.
Mangiare bene, dormire in un posto confortevole e sentirmi finalmente al sicuro hanno fatto la differenza.
Già dal primo giorno ho iniziato a percepire un cambio di energia: Bali cominciava, lentamente, a farsi spazio dentro di me.
Secondo giorno a Bali: tra relax a Kuta e il magico Tempio di Tanah Lot
Il mio secondo giorno a Bali inizia ancora nel segno del relax. Dopo i giorni intensi precedenti, sentivo il bisogno di rallentare e godermi con calma l’atmosfera di Kuta.
Passeggio tra le bancarelle del Kuta Market, curiosando tra souvenir, tessuti e artigianato locale. Mi concedo poi un succo fresco da Koko Bar, perfetto per rinfrescarmi dall’umidità tropicale.
Esploro i dintorni e raggiungo la spiaggia di Kuta, una delle più famose dell’isola, ma il clima non è dei migliori: un improvviso acquazzone tropicale mi sorprende e il cielo resta grigio per gran parte della giornata. Anche questo, però, fa parte dell’esperienza di un viaggio a Bali.
Pomeriggio al Tempio di Tanah Lot: uno dei simboli di Bali
Nel pomeriggio mi sposto verso una delle icone più celebri dell’isola: il Tempio di Tanah Lot (Pura Tanah Lot), situato a circa un’ora di auto da Kuta.
Costruito nel XVI secolo, è senza dubbio uno dei templi più fotografati di Bali. Sorge su uno sperone di roccia al largo della costa sud-occidentale e il suo nome significa letteralmente “terra nel mare”.
Durante l’alta marea, infatti, il tempio appare completamente circondato dall’acqua, creando un panorama spettacolare e altamente scenografico.
L’atmosfera qui è davvero suggestiva. Nonostante la presenza di turisti, si percepisce chiaramente la spiritualità balinese che avvolge il luogo.
I sette templi marini di Bali: la linea spirituale di protezione
Il Tempio di Tanah Lot non è un caso isolato. Fa parte dei sette templi marini di Bali (in balinese Pura Segara), una catena simbolica che si sviluppa lungo la costa dell’isola.
Ogni tempio è idealmente visibile dal successivo, formando una sorta di linea spirituale di protezione contro le forze negative provenienti dal mare.
I sette templi marini sono:
- Tanah Lot
- Pura Batu Bolong (questo si trova vicino a Tanah Lot)
- Pura Gede Luhur Batukaru
- Pura Rambut Siwi
- Pura Luhur Uluwatu
- Pura Mas Suka
- Pura Pulaki

Un luogo sacro dell’induismo balinese
Tanah Lot è dedicato alle divinità del mare ed è uno dei principali luoghi di culto dell’induismo balinese.
Sotto la roccia sgorga una sorgente di acqua sacra, utilizzata per il rito di purificazione. Anche i visitatori possono partecipare al rituale, ricevendo una benedizione dai sacerdoti locali. È un momento semplice, ma molto intenso, che permette di entrare in contatto diretto con la spiritualità del luogo.
Cena a Kuta: sapori indiani a Bali
Rientrata a Kuta dopo questa immersione culturale, scelgo di cenare da Spice Mantraa, un ristorante indiano davvero ottimo.
I piatti sono autentici, speziati al punto giusto e, dettaglio non trascurabile, decisamente più economici rispetto ai ristoranti indiani in Italia o nel resto d’Europa.
Una conclusione perfetta per una giornata che ha unito relax, scoperta culturale e spiritualità, mostrando un volto di quest’area di Bali ben diverso da quello fatto solo di spiagge e aperitivi al tramonto.
Terzo giorno a Bali: Jimbaran, sole e tramonto sul mare
Il terzo giorno a Bali mi sposto verso sud, in direzione di Jimbaran, una delle località balneari più amate dell’isola, situata poco sotto l’aeroporto internazionale.
Voglio esplorare un altro po’ il mare di Bali, prima di spostarmi.

Relax sulla spiaggia di Jimbaran (Pantai Jimbaran)
Trascorro la tarda mattinata e parte del pomeriggio sulla splendida Pantai Jimbaran.
Questa volta il meteo è dalla mia parte: il sole finalmente splende alto nel cielo, i colori sono vividi, saturi, quasi irreali. Il contrasto tra il blu dell’oceano, la sabbia dorata e il verde intenso della vegetazione crea un panorama armonioso e profondamente rilassante.
Cammino a lungo sul bagnasciuga, osservando i dettagli che rendono questo tratto di costa così speciale. La sabbia è animata da piccolissimi granchi che emergono per un istante per poi scomparire di nuovo sotto la superficie, velocissimi. Ovunque si trovano conchiglie particolari, levigate dal mare, che aggiungono un tocco di carattere alla poetica passeggiata.
L’atmosfera è tranquilla, anche se la spiaggia è turistica non è caotico, forse anche a causa del particolare anno in cui sono andata.
Cena sulla spiaggia: il tramonto a Jimbaran
Verso sera decido di fermarmi in uno dei tanti ristoranti sulla spiaggia di Jimbaran, sistemati direttamente sulla sabbia. È una delle esperienze più tipiche della zona: tavoli affacciati sul mare, piedi nella sabbia e il cielo che lentamente si tinge di arancione e poi di viola.
Mangiare fronte oceano, con il rumore delle onde in sottofondo, è il modo perfetto per concludere la giornata. Il tramonto a Jimbaran è uno spettacolo semplice ma potente: il sole si abbassa sull’orizzonte, il cielo si colora di sfumature calde e l’intera baia si trasforma in una cartolina vivente.
Una serata lenta, romantica, profondamente rilassante.
Se stai organizzando un itinerario a Bali di 7 o 10 giorni, ti consiglio di includere Jimbaran per regalarti almeno una giornata così: fatta di sole, mare e silenzi interrotti solo dal suono dell’oceano.

Quarto giorno a Bali: Pandawa Beach e il maestoso Tempio di Uluwatu
Il mio quarto giorno a Bali inizia ancora una volta con il mare. Questa volta punto verso Pandawa Beach, una delle spiagge più famose della penisola meridionale.
Si tratta di una spiaggia attrezzata e facilmente accessibile: con una spesa contenuta è possibile noleggiare lettino e ombrellone e concedersi un cocco fresco per rinfrescarsi sotto il sole tropicale.
È vero, Bali non è considerata una destinazione top per chi cerca il mare cristallino in stile Maldive, ma devo ammettere che Pandawa Beach è davvero una bella sorpresa: sabbia chiara, acqua piacevole e un contesto naturale suggestivo, incastonato tra alte pareti rocciose.
Decido di fermarmi anche per pranzo, così da godermi il più possibile questa parentesi di relax sul mare.
Il motivo del soggiorno nel sud di Bali: il Tempio di Uluwatu
Nel pomeriggio mi rimetto in movimento per visitare uno dei luoghi simbolo dell’isola, vero motivo per cui ho scelto di soggiornare qualche giorno nella penisola meridionale: il Tempio di Uluwatu (Pura Luhur Uluwatu).
Si tratta di un altro straordinario tempio marino di Bali. Non a caso il suo nome significa “tempio in cima alla scogliera rocciosa”. E mai definizione è stata più accurata.
Arroccato su un’imponente scogliera a picco sull’oceano, il tempio domina il mare da un’altezza vertiginosa, regalando uno dei panorami più spettacolari dell’intera isola.
Storia e significato del Tempio di Uluwatu
Le origini del tempio risalgono all’XI secolo, mentre il suo ampliamento principale è datato al XVI secolo. È dedicato a Rudra, una manifestazione della divinità Shiva legata agli elementi naturali e alle forze cosmiche.
Il Tempio di Uluwatu non è solo uno dei templi marini più iconici, ma fa anche parte dei sei Templi direzionali principali di Bali, punti cardinali spirituali che proteggono simbolicamente l’isola.
I sei Templi direzionali principali di Bali sono:
- Pura Besakih
- Pura Luhur Lempuyang
- Pura Goa Lawah
- Pura Luhur Uluwatu
- Pura Batukaru
- Pura Pusering Jagat

Le scimmie di Uluwatu: attenzione agli oggetti personali
Un dettaglio importante: nel complesso del tempio vivono numerose scimmie.
Sono affascinanti, ma anche estremamente curiose (e opportuniste). Occhiali appoggiati sulla testa, cellulari in mano, portafogli facilmente accessibili possono trasformarsi in un bottino irresistibile. Non è raro che saltino addosso ai visitatori per rubare qualcosa in pochi secondi.
Naturalmente, è fondamentale non mostrare né estrarre cibo: attirerebbe immediatamente la loro attenzione.
Uluwatu al tramonto: un panorama indimenticabile
Il Tempio di Uluwatu è uno di quei luoghi che, a mio parere, vanno assolutamente inseriti in un itinerario a Bali. Le strutture sacre, sospese sopra un’altissima scogliera, regalano una vista sull’oceano davvero memorabile.
Se possibile, consiglio di visitarlo al tramonto: la luce calda del sole che scende sull’orizzonte amplifica la magia del paesaggio e rende l’esperienza ancora più intensa.
All’interno del complesso si trova anche un anfiteatro dedicato agli spettacoli di danza tradizionale balinese, molto famosi tra i turisti. Io, questa volta, non riesco ad assistervi, ma mi godo il silenzio e la potenza del panorama.
Una giornata che unisce ancora una volta mare, spiritualità e natura selvaggia, dimostrando quanto Bali sappia sorprendere sotto ogni punto di vista.
Quinto giorno a Bali: Ubud, cuore culturale tra risaie e spiritualità
Il quinto giorno a Bali mi porta finalmente nella meta che desideravo più di tutte: Ubud.
Immersa nel verde intenso della foresta tropicale e circondata da risaie terrazzate, Ubud è considerata il più importante centro culturale di Bali. Oggi è un punto di riferimento per artisti, praticanti di yoga, ricercatori spirituali e nomadi digitali provenienti da tutto il mondo.
Appena arrivo, percepisco subito un’energia diversa. Più lenta, più profonda, più autentica.
Dove dormire a Ubud: Budi Guest House
Raggiungo la mia sistemazione, la Budi Guest House, una homestay economica a Ubud dove la gentilezza è davvero di casa.
Mi assegnano una piccola casetta separata dall’edificio principale, con affaccio diretto sulla vegetazione. Verde ovunque, silenzio, suoni della natura. In un attimo mi sembra di essere stata catapultata in un’altra dimensione.
Forse è proprio questo il primo segnale che Ubud sarà una delle tappe più indimenticabili del mio itinerario a Bali.
Palazzo Reale di Ubud: Puri Saren Agung
Dopo un pranzo veloce, esco per una prima esplorazione della città e visito il Palazzo di Ubud, conosciuto anche come Puri Saren Agung.
Costruito nel XIX secolo, non è antichissimo, ma rappresenta un magnifico esempio di architettura tradizionale balinese. Portali decorati, bassorilievi elaborati, statue e dettagli ornamentali rendono questo complesso una vera festa per gli occhi.
Non è interamente visitabile, poiché una parte è ancora abitata dalla famiglia reale locale, ma ciò che si può vedere basta a comprendere l’importanza storica e simbolica del luogo.
Ubud Art Market: colori e artigianato locale
A pochi passi dal palazzo si trova l’Ubud Art Market, il celebre mercato di Ubud.
Qui mi perdo tra bancarelle, tessuti, borse in rattan, sculture in legno e oggetti d’artigianato. È un luogo labirintico, vibrante, ricco di colori e profumi. Anche se decisamente turistico, conserva un fascino tutto suo, soprattutto se visitato con curiosità e senza fretta.
L’atmosfera di Ubud: tra caffè e libertà
Trascorro il resto del pomeriggio a esplorare le stradine di Ubud. Sì, è molto turistica, ma riesce comunque a mantenere un’anima autentica.
I numerosi caffè immersi nel verde, le boutique artigianali e i piccoli templi nascosti tra le case creano un equilibrio particolare tra tradizione e modernità.
Ubud regala un senso di pace, bellezza e quasi di libertà interiore. È uno di quei luoghi che non si limitano a essere visitati, ma che si lasciano vivere.

Prima cena ad Ubud
Per cena scelgo il Waroeng Bernadette.
Una scelta azzeccatissima: piatti saporiti, atmosfera informale e cucina locale preparata con cura.
La giornata si chiude con la sensazione di aver trovato qualcosa di speciale.
Se stai organizzando un viaggio a Bali, Ubud merita qualche giorno: non è solo una tappa, è un’esperienza che resta.
👉 Continua a leggere la seconda parte del viaggio per scoprire il resto dell’itinerario nell’isola degli dei, Bali! Arriverà a breve!
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