15 giorni in Andalusia: il mio itinerario di viaggio fai da te

Alhambra a Granada, Andalusia

Stai organizzando un viaggio fai da te in Andalusia e non sai da dove cominciare per definire il tuo itinerario? Tranquillo, ci sono passata anche io. Anche per me era la prima volta in questa regione e capisco benissimo quella sensazione di spaesamento iniziale. L’Andalusia, infatti, è una terra incredibile che offre di tutto: città storiche, siti archeologici, paesaggi naturali mozzafiato, ottimo cibo e una vita notturna vivace. Con così tante possibilità, decidere l’itinerario non è semplice!

Io mi sono presa del tempo per capire cosa volessi davvero dal mio viaggio. Ho iniziato a documentarmi, a studiare mappe e distanze, e a capire come organizzare al meglio l’itinerario. Ho scelto tappe che mi permettessero di entrare in contatto con l’anima autentica dell’Andalusia, con un occhio di riguardo ai siti archeologici, la mia grande passione. E se sei arrivato su questo blog, forse lo sono anche per te!

Il risultato? Un viaggio entusiasmante. Qui sotto trovi il mio itinerario in Andalusia raccontato in forma di diario di viaggio, così che tu possa prendere spunti utili per organizzare al meglio la tua avventura.

Giorno 1 — Arrivo a Malaga e trasferimento a Granada

Il mio primo giorno è dedicato quasi interamente agli spostamenti. Parto da Ginevra in mattinata, atterro a Malaga e da lì prendo un pullman diretto a Granada. Non noleggio subito l’auto perché ho in programma tre giorni interi in città: sarebbe rimasta inutilizzata e il bus si rivela la scelta più economica.

Arrivata a Granada, faccio un primo giro orientativo e mi concedo un po’ di riposo. Meglio arrivare carica per la giornata successiva!

Giorno 2 — Granada e la visita all’Alhambra

Inizio con una delle tappe imperdibili in Andalusia: l’Alhambra di Granada. La visita mi occupa mezza giornata abbondante (forse anche di più). Per fortuna ho prenotato i biglietti online, evitando file e perdite di tempo.

Il caldo è intenso — siamo ad agosto — e alla fine sono stanca morta. Ma ne vale assolutamente la pena: l’Alhambra è un capolavoro unico al mondo e non puoi lasciare Granada senza averla vista.

Giorno 3 – Albaicín, Sacromonte e relax all’Hammam

Questa giornata la dedico interamente alla scoperta della città. Comincio dai vicoli dell’Albaicín, quartiere moresco per eccellenza. L’atmosfera è magica, quasi sospesa.
Faccio tappa al mercato di Granada per uno spuntino veloce e per assaggiare il famoso jamón ibérico.

Nel pomeriggio mi rilasso all’Hammam Al Ándalus, un autentico bagno arabo ricostruito fedelmente. Esperienza super consigliata.

Riparto poi alla scoperta di Sacromonte, il quartiere gitano delle case-grotta e del flamenco tradizionale. Da qui la vista sull’Alhambra è semplicemente spettacolare.
Concludo la giornata in una teteria dell’Albaicín, assaporando le ultime ore in questa città che mi è entrata nel cuore. Ma l’avventura continua!

Su strada in Andalusia

Giorno 4 – Da Granada ad Antequera: ritiro auto e stop strategico

Faccio un ultimo giro a Granada per qualche acquisto, poi torno all’aeroporto di Malaga dove finalmente ritiro la macchina a noleggio. Sono diretta a Cordova, ma mi fermo per la notte ad Antequera, perché qui c’è qualcosa che mi interessa molto.

Dopo aver sistemato i bagagli nell’ostello, mi godo una passeggiata nel centro storico. Antequera è tranquilla e poco turistica. Ammiro dall’esterno l’Alcazaba, la Real Colegiata de Santa María la Mayor e i resti delle terme romane.
Vado a dormire presto: domani visiterò il vero motivo della mia sosta qui…

Giorno 5 – Da Antequera ai Dolmen e arrivo a Cordova

Il risveglio non è dei migliori: scopro che il Complesso Archeologico dei Dolmen di Antequera, ovvero il motivo principale della mia tappa qui, è chiuso il lunedì! Un errore da principiante, perché pensavo ingenuamente che in alta stagione fosse sempre aperto.

Dopo una colazione un po’ amara, decido di passare comunque davanti al sito e… sorpresa: è aperto perché oggi è un prefestivo! Posso quindi visitare i magnifici Dolmen di Antequera, che mi entusiasmano al punto da farmi dimenticare il piccolo imprevisto.

Concluse le visite, riparto verso Cordova. Parcheggio gratuitamente in periferia e raggiungo a piedi il centro storico di Cordova.

Il mio ostello è proprio sotto la Mezquita-Cattedrale, che decido di visitare subito. L’interno è incredibile: una selva infinita di colonne e archi bicolore che lascia senza parole.

La serata scorre tra un primo giro esplorativo e una cena nelle strade bianche decorate dai tipici patios fioriti, che però ad agosto inoltrato sono piuttosto sciupati, se non secchi. Ciononostante Cordova conquista subito il cuore.

Giorno 6 – Cordova e l’Alcázar

Dedico la giornata a Cordova. La mia prima tappa è l’Alcázar de los Reyes Cristianos: purtroppo gli ambienti interni non sono molto curati, ma i giardini dell’Alcázar sono splendidi, pieni di fiori e fontane.
Tra le statue noto quella di Cristoforo Colombo, che ricorda l’incontro del 1486 con i Re Cattolici.

Continuo la visita passando da Plaza del Potro e Plaza de la Corredera, per poi rifugiarmi al fresco dei Baños Árabes di Cordova. Opto per questi invece dell’Hammam Al Ándalus perché più economici e con accesso prolungato alle vasche.
Sono decisamente meno belli, ma mi regalano una pausa rigenerante!

Uscita nel tardo pomeriggio, ammiro con le luci accese il Puente Romano, molto restaurato ma suggestivo.

Gatto in Andalusia

Giorno 7 – Da Cordova a Siviglia

Lascio Cordova e percorro le strade immerse nelle distese di aranceti e paesaggi brulli tipici dell’Andalusia interna.
Arrivata a Siviglia, trovo un parcheggio gratuito, raggiungo l’albergo e, dopo una breve pausa, inizio la mia esplorazione della città.

Passo davanti alla Cattedrale di Siviglia e al Real Alcázar, rimandando la visita al giorno seguente, e raggiungo la splendida Plaza de España. È immensa, scenografica, perfetta se si ama l’architettura e la fotografia.

Proseguo poi nel Parque de María Luisa, ombreggiato e pieno di spazi verdi, e concludo la serata nel Barrio Triana, ammirando da lontano la Torre del Oro illuminata.

Giorno 8 – Siviglia: Real Alcázar, Cattedrale e Giralda

La giornata inizia presto con la visita al Real Alcázar di Siviglia. Un capolavoro di architettura mudéjar, con sale decorate, patii affascinanti e giardini spettacolari dove è un piacere perdersi.

Dopo una pausa al punto ristoro—popolato dai simpatici pavoni!—visito la grande Cattedrale di Siviglia, ottima anche per riposarsi un po’ al fresco.

Ammiro la Tomba di Cristoforo Colombo, poi salgo sulla Giralda, il minareto dell’antica moschea ora integrato nella cattedrale. La vista panoramica su Siviglia è imperdibile.

La sera passo vicino alla Plaza de Toros, poi mi siedo sulle rive del Guadalquivir ad ammirare la città illuminata. Un finale perfetto per la giornata.

Viaggio in macchina in Andalusia

Giorno 9 — Da Siviglia a Jerez, El Puerto de Santa María e Cadice

La giornata parte presto: oggi mi aspettano tanti spostamenti lungo la costa dell’Andalusia. Prima di lasciare Siviglia, desidero assolutamente fermarmi a Italica, l’antica città romana che diede i natali agli imperatori Traiano e Adriano.
Non entro nel sito archeologico — servirebbe più tempo — ma mi accontento di osservare dall’esterno questo luogo pieno di storia. Poi torno subito in marcia.

La prossima tappa è Jerez de la Frontera, famosa per la produzione dello sherry e per il suo legame con il flamenco. Passo poche ore in città, giusto il tempo di vedere la Cattedrale e l’Alcázar dall’esterno… e di vivere un incontro bizzarro: una farfalla che sembra quasi addomesticata e che continua a posarsi sulla mano!
Mi regala un momento divertente davanti agli altri turisti, prima di scegliere un locale tipico dove assaggio tapas mentre assisto a un’esibizione di flamenco dal vivo.
Jerez mi conquista subito, ma devo rimettermi in viaggio.

Raggiungo El Puerto de Santa María, la cittadina dove pernotterò. Trovo un parcheggio gratuito in strada (ormai sono diventata esperta!) e, dopo un po’ di riposo, esco a esplorare i dintorni.
Con pochi euro prendo il traghetto per Cadice, un modo affascinante per avvicinarsi alla città.
Dormire a El Puerto de Santa María mi ha permesso di abbattere i costi soggiorno, perché è meno cara di Cadice e mi ha anche permesso di scoprire un posto nuovo.

A Cadice ammiro la Catedral Nueva con la sua iconica cupola dorata e mi perdo tra le strette vie del centro. La città è vivace, piena di atmosfera, davvero unica.
Al tramonto raggiungo la famosa Playa de la Caleta, dove mi aspetta uno spettacolo incredibile: il sole che si abbassa sull’oceano, musica diffusa dalla spiaggia e tanta gente venuta proprio per godersi questo momento magico.
Quando scende la sera, costeggio il lungomare fino al porto e riprendo il traghetto.

Giorno 10 — El Puerto de Santa María e Cadice: storia, sherry e archeologia

Dedico la mattina alla scoperta di El Puerto de Santa María, una cittadina ricca di storia e tradizioni. La mia prima tappa è El Fuente de las Galeras, una fontana settecentesca a sei zampilli che in passato riforniva d’acqua le navi dirette verso le Americhe.

Proseguo poi verso il Castillo de San Marcos, una struttura imponente e affascinante. Riesco a partecipare solo alla visita guidata in spagnolo — l’unica disponibile — ma per fortuna riesco comunque a seguire e apprezzare la spiegazione.
La visita è davvero interessante e si conclude con una degustazione di sherry prodotto nelle cantine del castello: un’esperienza super consigliata!

In una città così legata al mare, approfitto di un pranzo a base di pesce fresco. La cucina locale è semplice ma deliziosa.

Nel pomeriggio torno a Cadice, una delle città più antiche d’Europa, per visitare un luogo che aspettavo con ansia: il Giacimento Archeologico Gadir.
L’ingresso è gratuito e il sito è incredibile: conserva i resti dell’antico insediamento fenicio e di quello romano successivo. Per me, appassionata di archeologia, è una vera e propria emozione trovare un sito così ben conservato proprio nel cuore della città.

Giorno 11 — Dalla Costa de la Luz a Tarifa: spiagge, vento e paesaggi incredibili

Saluto El Puerto de Santa María e Cadice per scendere lungo la splendida Costa de la Luz, pronta per una giornata tra mare e natura.
La mia prima tappa è Cala de Roche, una delle piccole baie incastonate tra le rocce. Come prevedibile, ad agosto c’è parecchia gente, per lo più spagnoli in vacanza, e l’atmosfera è molto vivace.

Faccio un tuffo nell’Oceano Atlantico, freschissimo e rigenerante, ma dopo un paio d’ore decido di ripartire: l’affollamento aumenta, l’aria è bollente e — ciliegina sulla torta — proprio davanti a me iniziano a girare un video musicale. Addio tranquillità!

Risalgo in macchina e mi dirigo verso una delle icone della zona: Playa Bolonia.
È semplicemente mozzafiato: una distesa immensa di sabbia chiara, acqua turchese e, alle sue spalle, i resti della città romana di Baelo Claudia. Un luogo unico, dove storia e natura convivono in perfetta armonia.

L’unico “contro”? Il vento fortissimo. Talmente forte che non si riesce nemmeno a stare seduti! In pochi minuti la sabbia ricopre qualsiasi cosa. Nonostante questo, mi godo una lunga passeggiata sulla riva: il paesaggio è incredibile e merita ogni sforzo.

Proseguo verso sud fino a Tarifa, dove arrivo quasi al tramonto.
Mi affretto a raggiungere Isla de las Palomas, il punto esatto dove si incontrano Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico. Un luogo mozzafiato, segnato però da un vento così potente da rendermi difficile persino scattare una foto!

La foschia ci impedisce di vedere il Marocco, che normalmente appare chiarissimo all’orizzonte, ma l’esperienza resta comunque memorabile.

Tarifa mi conquista subito: negozi surf-style, stradine bianche, piazzette piene di vita e quell’atmosfera bohemian impossibile da descrivere.

Dopo cena sono costretta a ripartire, perché purtroppo non ho trovato alloggio in città: mi attende la strada verso Algeciras, dove pernotto.

Giorno 12 — Da Algeciras a Gibilterra fino a Ronda: tra scimmie, confini e strade panoramiche

La mia giornata inizia a Algeciras, una grande città portuale spesso utilizzata come base per raggiungere il Marocco. Onestamente, non è una località che consiglierei per turismo: è piuttosto caotica, un po’ sporca e decisamente poco affascinante. Se non ti è necessaria, evitala.
Dopo colazione in Plaza Alta, torno subito in macchina e riparto verso una meta decisamente più interessante.

Raggiungo La Línea de la Concepción, dove parcheggio gratuitamente in strada e proseguo verso la frontiera con Gibilterra… rigorosamente a piedi.
Prima di attraversare acquisto un biglietto “combinato” che include la funivia e le visite principali della Rocca di Gibilterra. Lo scopro troppo tardi: non conveniva affatto. Il prezzo è più alto e molte attrazioni non valgono il supplemento.

In fila per la frontiera faccio amicizia con due ragazzi italiani e finisco per trascorrere l’intera giornata con loro.
La salita sulla rocca è impegnativa ma divertente, soprattutto grazie alla presenza delle famose scimmie di Gibilterra, che qui sono assolute protagoniste.

A causa della foschia ancora una volta non riesco a vedere il Marocco in lontananza, nonostante sia normalmente ben visibile. Pazienza: tra panorami, gallerie, grotte e nuove amicizie, la giornata vola.

Nel tardo pomeriggio torno a La Línea, riprendo l’auto e mi dirigo verso Ronda.
Evito l’autostrada AP-7 a pedaggio e seguo il consiglio dei miei nuovi amici scegliendo la A-7, gratuita anche se un po’ più lenta.

Arrivo a Ronda quando è già buio, ma bastano pochi minuti per capire che questa città sarà una delle più belle dell’intero viaggio. Una vera perla sospesa sul vuoto.

Giorno 13 — Ronda e arrivo a Malaga: tra ponti mozzafiato e panorami indimenticabili

La mattina comincia con una passeggiata all’Alameda del Tajo, un elegante parco panoramico che termina con una terrazza a strapiombo sulla campagna circostante. La vista è così spettacolare che ci fermiamo più volte ad ammirarla da ogni angolazione.

Proseguo lungo il sentiero che costeggia il Tajo, il celebre precipizio che ha reso famosa Ronda, fino a raggiungere una scalinata che permette di scendere un tratto della parete rocciosa. Da qui appare finalmente lui: il maestoso Puente Nuevo, una delle strutture più iconiche dell’intera Andalusia.

Riprendo il cammino all’interno del centro storico, tra piazze, palazzi e scorci pittoreschi.
Raggiungo poi i suggestivi bagni arabi e il ponte romano, da cui si apre una nuova e meravigliosa vista sull’ambiente circostante. Ogni angolo sembra una cartolina.

Accaldata e stanca, mi rifugio in una tapería tipica, dove assaggio piatti tradizionali e ricarico le energie.

Dopo pranzo faccio un’ultima passeggiata per Ronda — difficile lasciarla — e poi riparto verso Malaga, la nostra tappa finale.

Arrivata in aeroporto consegno l’auto a noleggio (un momento sempre triste!) e raggiungo il centro con i mezzi pubblici.
Una breve pausa in ostello e poi, nonostante il pomeriggio inoltrato, la curiosità prende il sopravvento: non resisto a un primo assaggio di Malaga, rimandando però la visita completa al giorno seguente.

Giorno 14 — Malaga tra Alcazaba, Picasso e lungomare: penultimo giorno in Andalusia

Il mio penultimo giorno in Andalusia inizia con una delle attrazioni più affascinanti della città: l’Alcazaba di Malaga.
Questa fortezza moresca, perfettamente conservata, offre un percorso ricco di storia e una vista panoramica incredibile sulla città e sul porto.

È possibile acquistare un biglietto combinato per visitare anche il Castillo de Gibralfaro, ma decido di evitarlo: fa già molto caldo e il castello, da quanto ho letto, è interessante quasi esclusivamente per la vista.

Dopo la fortezza mi dirigo al Museo Picasso, dedicato al celebre artista nato proprio a Malaga.
La collezione è composta in gran parte da opere meno conosciute, ma resta una tappa fondamentale per comprendere l’evoluzione del pittore.

Completo il mio “tour Picasso” passando per Plaza de la Merced, dove si trovano:

  • la Casa Natal di Picasso (visitabile solo dall’esterno)
  • la famosa statua di Picasso seduto sulla panchina, simbolo del quartiere

Per pranzo mi fermo al Mercado Central, perfetto per un assaggio dell’autentica gastronomia malagueña.

Poco dopo ammiro dall’esterno l’imponente — e incompleta — Cattedrale di Malaga, poi riprendo a camminare fino al verde del Paseo del Parque, dove incontro la scenografica Fuente de Génova.

La mia passeggiata termina a La Malagueta, la spiaggia cittadina: curata, ampia e piena di vita.
Vorrei fare un bagno, ma l’acqua non mi sembra delle migliori (la vicinanza al porto purtroppo si sente).
Mi consolo con un’ultima serata lungo il Paseo de la Farola, scegliendo un ristorante sul porto per una cena vista mare.

Giorno 15 — Ultimo giorno in Andalusia: mare, relax e saluti a Malaga

L’ultimo giorno della mia avventura in Andalusia lo dedico al relax totale.
Dopo aver fatto il check-out, mi dirigo verso una spiaggia più lontana dal porto, alla ricerca di acqua più limpida e un’atmosfera più tranquilla.

Mi sistemo in un piccolo stabilimento, approfitto di lettino e ombrellone, e mi godo il sole del sud della Spagna un’ultima volta.
Il mare è decisamente più bello rispetto a La Malagueta: perfetto per un tuffo rinfrescante prima del rientro.

Per il pranzo scelgo un ristorante tipico dove assaggio ancora una volta pesce fresco, espetos e una porzione gigantesca di paella de marisco.
È il mio modo di salutare la cucina andalusa, che mi ha accompagnata per tutto il viaggio.

Dopo pranzo faccio un’ultima passeggiata per il centro di Malaga.
Mi concedo anche un gelato artigianale, prima di tornare verso la stazione per il trasferimento in aeroporto.

Arrivata in aeroporto mi dirigo subito al terminal.
Il volo parte puntuale: mentre l’aereo decolla, guardo dalla finestra la costa che si allontana e penso a quanto l’Andalusia mi abbia sorpresa e conquistata.

Dove dormire in Andalusia

Cosa considerare organizzando un viaggio in Andalusia

Spero che il mio viaggio ti abbia dato spunti utili per organizzare il tuo tour nel sud della Spagna.

La prima cosa a cui ti consiglio di prestare attenzione è il periodo. Io ci sono stata ad Agosto e posso assicurarti che nonostante il caldo, il viaggio è fattibile. Se questo è l’unico periodo che hai a disposizione, come è stato anche per me, non rinunciarci. Sicuramente però il tuo tour va adattato al periodo: nelle ore più calde ti sconsiglio di girare per monumenti, mentre puoi godere del mare, dei bagni arabi, di musei al chiuso o di locali dove bere qualcosa di fresco. Personalmente ho anche abbreviato i giorni da spendere nelle città più calde, come ad esempio Siviglia. La città merita più tempo per essere visitata con più completezza, ma se puoi evitarla durante il picco dell’estate sinceramente è meglio. Ha più senso tornarci in un momento più favorevole.

Se puoi scegliere il periodo, il momento migliore è sicuramente la primavera (attenzione alla presenza di eventuali feste) o l’autunno, quando il clima è più mite.

Noleggia una macchina. Assolutamente. Ti darà la libertà di cui necessiti per girare in autonomia la regione.

Ti auguro buon viaggio e se hai qualunque dubbio o domanda, scrivimi pure. 🙂

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